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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

Chiusure incostituzionali, le reazioni di sindacati e politica

I commenti alla bocciatura della legge 4/2016 da parte della Corte Costituzionale di Sergo (M5S), Zilli (Lega Nord), Pezzetta (Cigl Fvg),

Sergo (consigliere regionale M5S): “L’unica a perdere è Debora Serracchiani che non riesce a portare in Parlamento le istanze del Friuli Venezia Giulia. Il PD in Parlamento ha perso un altro anno di tempo. Questa è l’unica considerazione che si può fare per commentare la decisione della Consulta sulla legge che prevedeva le giornate di chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi. Se avessimo avuto anche un minimo dubbio che una legge così come presentata potesse esser accettata dalla Corte costituzionale, tre anni fa avremmo presentato noi una proposta di legge regionale e non un voto alle Camere con cui siamo riusciti già nel settembre 2013 a far esprimere all’unanimità la volontà del Consiglio regionale di superare il Decreto Salva Italia di Monti. La giunta Serracchiani, invece, ha voluto andare a sbattere contro un muro senza nemmeno recepire i nostri suggerimenti, volti a motivare in legge la decisione di tenere chiusi i negozi."

Festività: le chiusure obbligatorie erano incostituzionali

Barbara Zilli (consigliere regionale Lega Nord): "La sentenza della Corte costituzionale sulle chiusure obbligatorie certifica la debolezza di una legge che non riesce a tutelare i lavoratori. La proposta di Bolzonello scricchiolava fin dall'inizio e davanti a una probabile, se non certa, impugnativa del Governo e bocciatura da parte della Corte, giocare al ribasso ha dato solo energia alla grande distribuzione. Al di là del formalismo della sentenza, è necessario un cambio culturale, per tutelare i lavoratori, il riposo festivo ma soprattutto le famiglie. Quello che avevamo richiesto all'epoca dell'approvazione della legge, oggi diventa quindi una assoluta priorità: è necessario togliere dal cassetto quei progetti di legge fermi in Parlamento che potrebbero risolvere a livello nazionale questa annosa questione".

Villam Pezzetta (segretario generale Cigl Fvg): "La legge ha posto una questione di civiltà. La sfida è anche contrattuale. La nostra battaglia non si ferma qui, anche se dopo questa sentenza diventa indubbiamente più difficile. Se la Consulta ha stabilito la competenza esclusiva della legislazione statale ci rimettiamo a questa decisione e rispetteremo la legge nazionale, contrariamente a quanto hanno fatto le aziende della grande distribuzione, contravvenendo alla norma regionale. C’è un disegno di legge in Senato teso a reintrodurre l’obbligo di chiusura nelle principali festività, in linea con quanto prevedeva la nostra legge regionale, che ha avuto comunque il merito di portare avanti quella che è innanzitutto una questione di civiltà. Fermo restando che il lavoro festivo non è un obbligo previsto dal contratto, come ha ribadito una recente sentenza del tribunale di Pordenone. Anche sul fronte della contrattazione, quindi, resta aperta la strada ad accordi, territoriali o aziendali, tesi a regolamentare e limitare le aperture e il lavoro festivo, arginando una deregulation il cui unico effetto è stato quello di modificare le abitudini dei consumatori e di rendere più gravosi gli orari e le condizioni di lavoro, senza contribuire a un aumento dei fatturati complessivi e dell’occupazione".

 Diego Moretti (capogruppo regionale PD): "Con la legge 4/2016 sul commercio abbiamo fatto coerentemente quello che ritenevamo giusto fare come battaglia di civiltà. Prendendo atto di quanto deciso dalla Corte costituzionale, ora speriamo che il dibattito che abbiamo stimolato sia uno sprone nei confronti del Parlamento affinché sblocchi una questione da troppo tempo ferma e legiferi quindi in materia".

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