Promozione agroalimentare, Ersa e Promoturismo: saranno riorganizzate le competenze

Il piano strategico dell'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, prevede alcuni cambiamenti per migliorare la funzionalità della gestione dei processi e favorire lo sviluppo del settore

Una riorganizzazione delle deleghe dei diversi referati, in particolare quelle sul comparto agroalimentare, per migliorare la funzionalità della gestione dei processi e favorire lo sviluppo del settore ma anche una rivisitazione delle competenze di Ersa Fvg e Promoturismo Fvg in materia di promozione agroalimentare

Lo ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, incontrando oggi il presidente del Parco agroalimentare di San Daniele, Claudio Filipuzzi che ha illustrato al neo assessore la storia e i progetti del cluster. Per Bini il comparto agroalimentare è strategico in relazione alla crescita del turismo in Friuli Venezia Giulia, ma "dobbiamo ragionare in una nuova ottica superando una gestione dei referati che è, in parte, ancora legata a modelli poco funzionali dove manca una semplificazione dei processi, penso ad esempio al caso di alcuni cluster che dipendono da più direzioni centrali". 

L'assessore ha rimarcato la valenza del turismo per il Friuli Venezia Giulia e la necessità di migliorare il sistema di accoglienza anche attraverso un'adeguata formazione degli operatori e ammodernamenti delle strutture ricettive. "L'agroalimentare è un volano fondamentale per far crescere ulteriormente le nostre potenzialità turistiche - ha ribadito - ma serve una regia unica e lavorerò in questo senso". Bini ha sottolineato come "è necessario guardare a progetti di ampio respiro in grado di generare futuro. Il nostro territorio ha prodotti di qualità e ambienti straordinari dal mare alla montagna ma dobbiamo avere maggior capacità di farci conoscere e
per farlo servono investimenti che
- ha evidenziato - non rappresentano dei costi. Qualsiasi impresa che voglia crescere deve investire in risorse umane, strutture, formazione e, in modo analogo, deve fare la Regione".

Positivo il giudizio sui cluster "sono ottimi strumenti, reali motori di sviluppo che superano la logica provinciale. La Regione non mancherà di valorizzarli e supportarli. In questo senso, chi mi ha preceduto ha lavorato bene e da questa base di partenza si può iniziare a creare ulteriore sviluppo tenendo presente che nella gestione della cosa pubblica vige la stessa regola delle aziende private: bisogna investire su progetti lungimiranti che
vanno portati avanti con capacità e competenza". 

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