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Si sogna la San Domenico de futuro, servono 15 milioni di euro

Presentato in Comune il progetto che prevede la riqualificazione di una parte del quartiere. Serve però il contributo ministeriale

“Abitare Udine: quartiere San Domenico 2030 – Comunità al plurale”. E' il nome del progetto presentato stamane in Comune, che ha l'ambizione di riqualificare il quartiere a ovest del centro. L'area interessata è di 73.800 metri quadrati e 16 edifici, di cui 15 comunali e uno dell’Ater, per un totale di 164 alloggi. Con il progetto l’Amministrazione comunale punta a ottenere dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un contributo di 15 milioni di euro. Prevista la creazione di 178 appartamenti, rispetto agli attuali 164, con una diminuzione della superficie edificata dagli attuali 17.850 metri quadrati a 17.000 e con un aumento della verde dagli 8.834 metri quadrati di oggi a 9.392. Oltre mille metri quadrati saranno destinati alla creazione di orti urbani. Saranno inoltre riservati spazi sia per il commercio al dettaglio, sia per i servizi pubblici. La classe energetica degli immobili passerà da classe G a classe A.

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Fontanini

“Grazie a questo progetto – ha spiegato il sindaco – intendiamo andare a recuperare uno dei quartieri della nostra città ad alta densità abitativa, demolendo alcuni edifici popolari ormai vecchi e non più adeguati alle nuove esigenze delle famiglie e agli attuali parametri energetici e antisismici e sostituendoli con immobili nuovi e rispettosi dell’ambiente e della dimensione fortemente comunitaria dell’area. In questo modo andremo a migliorare in maniera significativa la qualità della vita delle molte famiglie che vivono nel quartiere e a valorizzare la dimensione sociale che si sviluppa anche attorno alle due importanti realtà che sono la Comunità Piergiorgio e Casa dell’Immacolata”.

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Manzan

“L’area di San Domenico – ha spiegato l’assessore Manzan – è stata individuata come quella che maggiormente necessita di un intervento di recupero a causa della presenza di edifici vetusti, alcuni dei quali hanno oggi oltre settant’anni. Il fatto che il tema sia molto sentito nel quartiere è testimoniato anche dalla partecipazione, in termini di manifestazioni di interesse, con cui il progetto è stato accolto dagli altri soggetti coinvolti e dalle realtà presenti nel quartiere. Ci auguriamo che il progetto risulti beneficiario dell’importo messo a disposizione dal Ministero affinché a sua volta poi il Comune possa stanziare ulteriori fondi assieme alla partecipazione di Ater. Gli uffici del Comune di Udine, e in particolare del servizio urbanistica, assieme all’architetto La Varra hanno lavorato alacremente a questo progetto che tiene conto non solo della dimensione ambientale ed energetica ma anche della vocazione abitativa, sociale e aggregativa e della storia del quartiere”. 

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