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Profughi, Forza Nuova chiede al Comune di Udine un "Registro dell' Accoglienza"

Dovrebbe permettere ai cittadini interessati di registrarsi per poter ottenere l’affidamento, a proprie spese, di un numero di migranti

Un "Registro dell'accoglienza" per "risolvere il fenomeno del bivacco dei profughi privi della presa in carico da parte dei preposti": è quello chiesto da Forza Nuova al Comune di Udine, in una missiva indirizzata dal segretario cittadino Lorenzo Mestroni al Sindaco Honsell.

La richiesta arriva in seguito ad alcune considerazioni riportate nel messaggio. Tra queste la difficoltà di gestire l'emergenza profughi in città, "specie nei pressi del sottopasso della Stazione dei treni di Via della Cernaia" e il fatto che "le strutture cittadine adibite all’accoglienza, su tutte la caserma Cavarzerani, non sono in grado di accollarsi l’onere di ospitare ulteriori richiedenti asilo, e che ciò nonostante gli ingressi in regione ed in città continueranno a porsi in essere, rendendo dunque ancora più delicata e di difficile gestione la questione 'profughi”'nel nostro Comune, che in questi mesi ha persino portato il Prefetto Zappalorto a proporre la chiusura parziale di una zona atta alla resa di un servizio pubblico", oltre all'impiego delle risorse economiche "della comunità".

Tale registro - secondo Forza Nuova - "permetterà ai cittadini che ideologicamente si sono sempre riconosciuti nei valori dell’accoglienza e delle 'porte aperte', di registrarsi per poter ottenere l’affidamento, a proprie spese, di un numero di migranti quantificabile a seconda delle proprie capacità economiche e di spazio".

Ma come dovrebbe funzionare? Mestroni spiega che "si baserà su di un principio di riservatezza, con la sola possibilità da parte del Comune, di rendere pubblico il numero di chi vi aderisce. In questo modo i costi dell’assistenza e del mantenimento dei profughi, così come anche delle strutture, ricadrebbero non più solo sulle casse pubbliche, che sarebbero in tal modo alleggerite, ma su quelle di quei cittadini, i cui valori sono riconducibili all’accoglienza e al non respingimento, permettendo loro, registrandosi, di passare così dalle parole ai fatti".

"L’applicazione del registro stesso - conclude-, metterà in luce la reale propensione all’accoglienza dei sostenitori della causa migratoria, i quali dovrebbero smetterla di predicare solidarietà coi soldi pubblici, perché fino ad oggi è emerso che il rapporto di sostentamento con i 'fratelli migranti' è improntato di fatto sull’abbandono".

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