Prescrizione: Autonomia Responsabile chiede certezze nella fase processuale

Tondo: «Stop alla giustizia di piazza cominciata con le monetine a Craxi»

Il governo giallorosso vacilla sulla riforma della Giustizia. Un tema che è stato trattato nei giorni scorsi a Udine da Autonomia Responsabile, che ha voluto approfondire, in particolare, la questione della prescrizione. A parlarne, all’Ambassador Palace Hotel, il presidente del movimento civico, Renzo Tondo, ha chiamato Mauro Barberis, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Trieste, Enrico Amati, docente di Diritto penale all’Università di Udine e Massimo Bruno, avvocato penalista. Presenti anche la coordinatrice regionale di Ar, Giulia Manzan, e il suo vice Edoardo Quaglia, che nell’occasione ha anche avuto l’onere di coordinare gli interventi.

«Come Autonomia Responsabile continuiamo a organizzare incontri su temi specifici fornendo ai cittadini una possibilità di approfondimento – ha chiarito Tondo –. Per quanto riguarda la prescrizione, si tratta di un tema spinoso, che rischia di non dare certezze alla fase processuale, soprattutto quando è troppo dilatata nel tempo. Chi è innocente ha il diritto di essere assolto in aula, non di veder chiudere il processo per prescrizione. Il nostro Paese ha necessità di un diritto penale liberale e di un giusto processo – ha aggiunto Tondo –. Purtroppo questo clima populista sta portando sempre di più a una “giustizia di piazza”, pratica cominciata nel 1992 con le monetine lanciate a Bettino Craxi e valida ancora oggi con un ministro che parte dalla presunzione di colpevolezza piuttosto che da quella di innocenza».

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