I prefetti contro la riduzione dei fondi per l'integrazione migranti

Unità d'intenti dei rappresentanti del Governo di Pordenone, Udine, Trieste e Gorizia. L'assessore Roberti: «Nella delibera non c'è nessuna soppressione di corsi»

Il prefetto Ciuni con il presidente Fedriga

Ridurre i fondi ai percorsi di integrazione significa correre il rischio di avere i migranti in giro per la città senza nulla da fare. È la sintesi del pensiero espresso dai prefetti di Trieste, Annapaola Porzio, Gorizia, Massimo Marchesiello, Pordenone, Maria Rosaria Maiorino, e Udine, Angelo Ciuni, durante le audizioni della VI Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, per approvare le modifiche al programma annuale immigrazione 2018 proposte dalla Giunta regionale. 

«Meno fondi portano emarginazione»

La decisione di tagliare i fondi per i corsi, in particolare quelli di italiano, «porta all'emarginazione dove accadono le forme di captazione da parte della criminalità» ha detto la prefetta Porzio, le cui parole sono state condivise dagli altri prefetti. 

Roberti

Sul tema è intervenuto anche l'assessore regionale con delega alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti: «Nella delibera non c'è nessuna soppressione di corsi, anzi c'è il potenziamento dell'azione relativamente a quelli di lingua italiana che vengono implementati e prevedono un allargamento su temi di legalità».

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