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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

300 mila madrelingua friulani sono destinati a sparire

Servono interventi mirati per salvaguardare la madrilenghe. Approvato oggi il piano quinquennale presentato dall'ArLef

Nell'ex provincia di Udine sono 122 su 134 i Comuni di lingua friulana. Mentre i parlanti in Regione sono 610mila: il 47,6 per cento di loro capisce e parla regolarmente il friulano, il 20 per cento lo parla solo
occasionalmente, il 26,4 per cento lo capisce ma non lo parla. Un altro dato significativo è quello del numero delle famiglie, 40 mila ogni anno, che richiedono lo studio del friulano a scuola. Per salvaguardare questa ricchezza liguistica e culturale oggi l'Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane - Agenzia regionale per la lingua friulana ha presentato un piano quinquennale "Si tratta di uno strumento che va a definire i binari della politica linguistica per il friulano - ha anticipato il presidente dell'ARLef, Eros Cisilino - che richiede un'incisiva necessità di intervento, qui sintetizzata e schematizzata sulle basi di un primo progetto molto più corposo". La V Commissione permanente ha espresso parere favorevole a maggioranza alla deliberazione della Giunta regionale concernente il progetto denominato Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-25.  Astenuti il pentastellato Mauro Capozzella e di Massimo Morettuzzo del Patto per l'Autonomia.

Le proposte

Particolare attenzione deve essere rivolta alla toponomastica e soprattutto alla politica linguistica nelle scuole, ma anche tra i singoli cittadini e nelle famiglie per comprendere, parlare e conoscere sempre meglio il friulano. Il Piano costituisce dunque un binario che indica la direzione e l'andamento delle attività. "Il nostro comitato tecnico-scientifico - ha proseguito Eros Cisilino - si è dato da fare per offrire a tutte le realtà interessate le linee operative, grazie anche alle significative risposte fornite dalla Regione Friuli Venezia Giulia, partendo dalla razionalizzazione della spesa e dalle richieste comuni in aree specifiche con puntuali monitoraggi. Se non si interviene, il rischio è che tra 30 o 50 anni - ha aggiunto -  ci sia la metà dei parlanti attuali, caratterizzati da un'età non riproduttiva e con la trasmissione intergenerazionale, perciò, inficiata".

Gli obiettivi

L'obiettivo è quello di mantenere o aumentare il numero deivparlanti, azzerando il tasso di decrescita annuo, perché "un quarto di loro sparirà con un tasso medio dello 0,66 per cento". ha affermato Walter Cisilino, direttore dell'Arlef. Tra il 1977 e il 1997 si era verificata una perdita di parlanti pari all'1,8% annuo che, tra il 1998 e il 2014, è scesa allo 0,6%, grazie anche all'approvazione di tre leggi regionali per l'utilizzo delle lingue di minoranza nella Pubblica amministrazione e nei rapporti tra la stessa e i cittadini, per richiedere l'insegnamento a scuola e per le politiche a tutela e garanzia di promozione.  

L'investimento

Tra il 2015 e il 2019 la Regione ha stanziato 16 milioni e 600mila euro che diventeranno 22 milioni e 260mila euro entro il 2025, garantendo un 34,4 per cento in più.

Le dichiarazioni

L'assessore  Pierpaolo Roberti ha parlato di "un Piano molto più schematico del precedente, scommessa importante che precisa anche le indicazioni di spesa. Non vogliamo un libro dei sogni e, per questo motivo, il tema è stato portato fino a ridosso dell'Assestamento. Arlef è un ente strumentale della Regione e procederà secondo questi dettami". "Le audizioni odierne - afferma consigliere regionale Diego Bernardis (Lega) nonché presidente della V Commissione - hanno evidenziato il trasversale apprezzamento degli stakeholders per il Pgpl. Personalmente sono rimasto positivamente colpito dalla volontà di dare un forte impulso all'uso del friulano anche sul piano formativo e scolastico". Il consigliere regionale Lorenzo Tosolini, sempre della Lega, ha dichiarato: "Grazie all'Agenzia regionale per la lingua friulana (ARLeF), è evidente il salto di qualità che èstato fatto per la promozione e la preservazione della lingua e cultura friulana". Il consigliere regionale Franco Iacop (Pd) ha sottolineato: "Il corposo documento rappresentato dal piano redatto dall'Arlef, a cui va dato atto dell'impegno profuso per la sua realizzazione, è un testo di pianificazione importante perché propedeutico a rafforzare l'utilizzo sociale e istituzionale del friulano nella nostra società. In questo percorso è fondamentale l'intervento di diversi soggetti tra cui l'Università del Friuli, strumento necessario per rendere eccellente e competitiva una proposta culturale protesa al futuro".

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