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"Wi-fi gratuito non solo per i profughi ma per tutte le fasce deboli della popolazione"

Il consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Novelli, invoca meno disparità di trattamento tra chi è nato e vissuto in Fvg e chi gli stranieri accolti

“Comprensibile che i profughi abbiano la possibilità di mantenere i contatti con le loro famiglie d’origine. Come sono pienamente condivisibili le proteste dei comitati di cittadini di Viale Leopardi e Viale Ungheria e degli esercenti che si lamentavano per l’assembramento di profughi in centro a caccia di connessioni gratuite. Del tutto incomprensibile è, invece, il fatto che il servizio wi-fi non venga garantito anche alle fasce più deboli ed economicamente disagiate del FVG. Perché non si offre il wi-fi gratuito, ad esempio, nei complessi delle case ATER, in tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e (perché no?) anche nella case di riposo del FVG? O ci sono, forse, disagiati di seria A e disagiati di serie B?” Ad affermarlo il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli a seguito della notizia sul servizio wi-fi gratuito alla Cavarzerani di Udine.

“In base ad un principio di equità sociale – rileva Novelli – tutte le fasce economicamente più deboli dovrebbero avere la possibilità di utilizzare il wi-fi gratis, non soltanto i profughi o sedicenti tali. E questo perché oggi non avere un collegamento con la rete Internet può essere non solo motivo di emarginazione sociale, ma anche dai servizi che vengono erogati on line (vedi Carta dei Servizi Regionale). Oltre alle zone servite dal Progetto Wi-Fi della Regione FVG sarebbe, quindi, necessario il servizio anche in quei luoghi di comunità dove potrebbero concentrarsi queste fasce più deboli. Penso, ad esempio, ai complessi ATER, agli ospedali ed alle strutture sanitarie, alle case di riposo”.

“Sul fatto dell’osservanza delle regole concordo pienamente con quanto dichiarato dal Prefetto di Udine, in primis quella del coprifuoco alle ore 21. Ritengo, però – conclude Novelliche il wi-fi gratuito a tutte le fasce deboli della popolazione sia un primo minimo passo per evitare disparità di trattamento tra chi è nato e vissuto in FVG e chi è appena arrivato e, molto spesso, è solo di passaggio”.

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