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Accolta la mozione per chiedere il ritiro dell’onorificenza al Maresciallo Tito

Fedriga: "Stato patrigno. Ridare dignità alle famiglie che hanno vissuto quel dramma". Shaurli, Cosolini, Gabrovec e Honsell votano no

Dibattito articolato oggi in Aula prima dell'approvazione della mozione illustrata dal forzista Camber, con cui si chiedeva alla Giunta regionale di attivarsi affinché sia revocata l'onorificienza di Cavaliere di Gran Croce a Josip Broz, meglio noto come maresciallo Tito, ancora oggi decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Si tratta del titolo onorifico più elevato della nostra Repubblica - ha sottolineato Camber -, conferitogli nel 1969 dall'allora capo dello Stato, Giuseppe Saragat. Ma all'ex dittatore jugoslavo è ascrivibile tutta una serie di crimini, tra cui quelli perpetrati nelle terre giuliano-istriano-dalmate dove migliaia di italiani vennero uccisi e gettati nelle foibe. Tali crimini hanno portato, nel secondo dopoguerra, alla pulizia etnica nei confronti delle popolazioni italiane e venete in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia.

La votazione

Tra dichiarazioni di voto favorevoli, contrarie e di non partecipazione alla votazione, alla fine sono stati 31 i votanti. In 4 hanno espresso il proprio no: Shaurli e Cosolini (Pd), Gabrovec (Pd/Ssk) e Honsell (Open Sinistra FVG). Sostegno alla mozione da parte dei Gruppi di FI, Lega, FdI/An e M5S (27 sì). Nessun voto di astensione. A esprimersi è stato anche il presidente Fedriga, che ha affermato di parlare in qualità di consigliere regionale e di cittadino del Friuli Venezia Giulia: "Non sono uno storico, come
molti qui. Non ho la capacità di valutare una storia complessa che ha condizionato in modo drammatico queste terre e certamente  spero sia una storia che non si ripeta, però ho la consapevolezza che in Friuli Venezia Giulia si sono vissuti drammi incommensurabili, con persone che sono state massacrate. Qui non si tratta di riscrivere la sentenza di Norimberga o la storia stessa, ma solo di ridare un po' di dignità a quelle famiglie che quel dramma lo hanno vissuto. Dobbiamo ridare loro dignità dopo che lo Stato è stato patrigno. Nessuno può sentirsi offeso perché intendiamo togliere una onorificenza a chi ha avuto a che fare con le foibe. Da consigliere regionale, da persona e da triestino voterò
convintamente a favore di questa mozione, per essere dalla parte delle famiglie maltrattate dalla patria negli anni pregressi". 

L'opposizione di Honsell

"Ho espresso nuovamente la mia contrarietà oggi in Consiglio regionale - ha spiegato il consigliere di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell-. La mozione stessa è legata al tentativo di sfruttare ancora una volta la tragedia delle Foibe, lucrando cinicamente sull’umano e non rimarginabile dolore di chi fu vittima di quei giorni sanguinosi e dissennati. Come Sindaco ricordo con orgoglio di aver istituito un Parco dedicato alle “Vittime delle Foibe” e come persona condanno ogni forma di violenza contro la popolazione civile innocente. Credo anche che condannare non significa rinunciare allo sforzo di comprendere e storicizzare quanto avvenne, non dimenticando né le violenze seguite alla fine della guerra né quelle commesse dal regime fascista. Questa è una mozione che riapre una condanna. Se si vuole costruire -  ha poi concluso il consigliere d'opposizione -il futuro bisogna farlo con messaggi di solidarietà e di inclusione, con messaggi positivi si costruisce il futuro di una comunità".

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