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Morte Zanfagnini, Serracchiani: «Perdiamo una guida politica, un uomo per bene»

La presidente della Regione esprime il proprio cordoglio per la morte dell'avvocato e assessore regionale ex sindaco di Udine

«Con Zanfagnini scompare una delle migliori espressioni della vita politica regionale e del socialismo friulano, un gentiluomo dai modi cortesi nei rapporti personali e politici, con un profondo rispetto delle istituzioni».

Così la presidente della Regione Debora Serracchiani esprime il suo cordoglio per la morte dell'avvocato Pietro Zanfagnini, già sindaco di Udine, assessore regionale alle Finanze e vicepresidente della Regione, con più mandati, dalla terza alla sesta legislatura, in piazza Oberdan.

«Lo conoscevo personalmente: era un uomo per bene e che ci teneva tanto a trasmettere ai giovani la propria esperienza. In alcune circostanze ho avuto l'opportunità di ricevere i suoi consigli», ricorda la presidente del Friuli Venezia Giulia. Esponente di una storica famiglia udinese, ispirato ai valori della democrazia e della Resistenza, ha saputo mettere a disposizione la propria capacità professionale e politica in momenti cruciali per la vita regionale negli anni Settanta e Ottanta dell'amministrazione della città di Udine dal 1990 al 1993, primo sindaco socialista di Udine dal dopoguerra dopo l'esperienza di Giovanni Cosattini dal 1945 al 1948.

«Come amministratore regionale e sindaco di Udine ha sempre dimostrato di essere una persona misurata e corretta; lascia dietro di sè il ricordo e l'esempio di un'esperienza politica e amministrativa consapevole della sua dignità, di una classe dirigente che sapeva assumersi la responsabilità di assolvere a un ruolo di sintesi e guida nella società», aggiunge la presidente. Per l'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Mariagrazia Santoro, Zanfagnini non fu solo «un ottimo amministratore, ma soprattutto un valente professionista, connotato da una vera passione civile. Anche dopo aver lasciato il ruolo amministrativo, ha saputo non accontentarsi, impegnandosi in prima persona in associazioni cittadine, come presidente degli 'Amici di don De Roia', ma più diffusamente in ogni occasione civile. Ci mancherà la sua dirittura morale, la sua autorevolezza, la sua simpatia», conclude Santoro.

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