Accoglienza diffusa, Serracchiani: coinvolgere i 126 Comuni contrari

La presidente della Regione Fvg, Debora Serracchiani, vuole coinvolgere nell'operazione di accoglienza sul territorio anche i sindaci che si sono rifiutati di dare ospitalità ai richiedenti asilo politico. In caso contrario, i prefetti dovranno agire d'imperio

L'accoglienza diffusa è la linea di indirizzo che è stata ribadita anche oggi e che ha trovato d'accordo i sindaci dei Comuni capoluogo di provincia presenti all'incontro. L'obiettivo è quello di coinvolgere i 126 Municipi della regione che fino ad oggi si sono rifiutati di ospitare anche un numero minimo di migranti perché, in caso contrario, i prefetti dovranno agire d'imperio.

DeboraSerracchianiQuesto il concetto espresso dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, a margine dell'incontro che si è tenuto oggi in Prefettura a Trieste con all'ordine del giorno l'applicazione dell'accordo fra l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e il ministero dell'Interno che punta ad una distribuzione equilibrata dei richiedenti asilo sul territorio nazionale (presenti alla riunione i sindaci Furio Honsell (Udine), Alessandro Ciriani (Pordenone), Ettore Romoli (Gorizia), l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Trieste, Carlo Grilli, e il presidente regionale dell'Anci, Mario Pezzetta). Nel caso specifico del Friuli Venezia Giulia, come ha sottolineato la presidente, bisogna sgravare Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste da un'eccessiva concentrazione di migranti. Per questo è necessario coinvolgere, cercando un dialogo costruttivo, i sindaci di quei Comuni che finora hanno negato l'accoglienza, al fine di prevenire un intervento diretto delle Prefetture.

"Spalmare le presenze sul territorio - ha detto la presidente - consente di avere maggiore ordine pubblico, rafforza la possibilità di una vigilanza sanitaria costante ed evita assembramenti potenzialmente pericolosi che oggettivamente generano insicurezza". Nel corso dell'incontro, Serracchiani ha formulato le richieste della Regione sul tema dei migranti, che vanno dall'equiparazione anche normativa degli arrivi via terra con quelli via mare, alla necessità di evitare grandi assembramenti. Infine, la presidente ha posto il problema della presenza maggioritaria in regione di due etnie, pakistani ed afghani, che crea specifiche difficoltà di gestione.

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gianni torrenti-2"L'accoglienza si coniuga ai comportamenti di chi viene ospitato che non deve mai violare le nostre leggi -ha aggiunto l'assessore regionale alla Solidarietà del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti -. Siamo consapevoli dei gravi problemi che costringono le persone ad emigrare ma ci sono regole che valgono per tutti". Anche Torrenti ha sottolineato l'importanza dell'accordo a livello nazionale fra Anci e ministero dell'Interno per un coinvolgimento di un maggior numero di Comuni nella distribuzione delle quote di migranti, al fine di evitare e prevenire le grandi concentrazioni nelle città così come nei piccoli paesi. "In questo rapporto fra Stato centrale ed Enti locali – ha concluso Torrenti - è essenziale un coordinamento costante ed armonico che colleghi le Prefetture ai Sindaci. A tal fine la Regione, con tutti gli strumenti di cui dispone, è pronta a favorire ed agevolare questo dialogo". 

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