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«Scelte contraddittorie, mancanza di confronto e pochi progetti», l'affondo del M5S contro la giunta di Fontanini

Rosaria Capozzi, capogruppo del Movimento5Stelle in consiglio comunale a Udine, critica duramente l'operato dell'amministrazione del sindaco di Udine Pietro Fontanini

La capogruppo del M5S in consiglio comunale a Udine, Rosaria Capozzi, ha diramato una nota sull'operato della giunta guidata dal primo cittadino Pietro Fontanini. «Non commento i giudizi negativi che arrivano da chi ha sostenuto questa amministrazione, sintomo chiaro di un malessere per scelte che sono tutt'altro che condivise. Lo scollamento della maggioranza con il sentire dei cittadini ha intrapreso una strada di non ritorno: le scelte contraddittorie non rispecchiano il volere di nessuno, se non di chi le ha formulate, con scarso confronto e ascolto di chi forniva soluzioni alternative e, col senno di poi, più sensate». 

La mancanza di confronto

La consigliera comunale in forze al Movimento 5 Stelle reclama soprattutto la mancanza di un confronto serio e costruttivo rispetto alle decisioni che riguardano la città.

«Riguardo all'opportunità dei fondi del Next Generation EU, le cose pare non cambino molto. Fontanini dice di volere condivisione massima, peccato che a chiederla sia proprio colui che continua ad agire in solitaria, senza il coinvolgimento delle altre forze politiche. Quello che è mancato, anche su questo importante argomento, è stato un confronto serio nelle apposite sedi istituzionali, anche solo per conoscenza di quelli che sono i progetti che si intendono perseguire. Invece, si è dovuto apprendere degli stessi dai giornali, da cui è emerso che la giunta ha appoggiato il progetto dell’Università "Udine 2050", per la riqualificazione dell'area tra la Safau e lo scalo di via del Bon e via Buttrio, in aggiunta ad altri 7 di portata minore, seppur importanti».

Lungimiranza

«Udine non può limitarsi a pochi progetti, dovrebbe tirar fuori tutto quello che andrebbe riqualificato. È fondamentale elaborare quanto prima una visione comune, individuando una serie di ambiti di azione, nell'ottica di uno sviluppo importante della nostra città; è necessario avere una visione di dove si vuole tendere, di dove si vuole arrivare», commenta la Capozzi.
«La progettualità minima, uscita dal cappello di questa amministrazione, evidenziata nei numeri e confrontata con quella di altre città italiane, rischia, nel momento in cui le risorse del Next Generation Eu verranno distribuite sui territori, di penalizzare la nostra città.
Noi del M5s riteniamo che a Udine si debba dare il via a sistemi di digitalizzazione per una città smart: nella mobilità, nella logistica, nella pianificazione urbanistica delle strade e delle piazze, affinché tutte siano provviste di dispositivi e servizi digitali; che si debba puntare all'efficentamento energetico di tutti gli edifici comunali, delle scuole nonché delle case Ater e che si debba creare una valita rete di piste ciclabili
».
«Per questo ribadiamo il nostro impegno e la nostra partecipazione per contribuire ad attrarre questi fondi, che sono un'occasione unica per migliorare la nostra città e la qualità di vita dei cittadini tutti», conclude la Capozzi. 

La replica

La risposta all'affondo di Capozzi arriva dal consigliere di Forza Italia Giovanni Govetto. «In questi giorni si assiste al totale fallimento della classe politica espressa dal Movimento 5 Stelle in parlamento e al governo. Emerge chiaramente tutta  l’incapacità e l’inadeguatezza dei penta stellati rispetto alle sfide legate al recovery fund», replica Govetto.
«Non si comprende con quale coraggio e da quale pulpito la Capogruppo del M5S in Comune a Udine si permetta di criticare gli investimenti e le opere che l’amministrazione ha messo in cantiere. La sensazione è che nemmeno lei -come i suoi sodali- sappia di cosa sta parlando. Il gruppo di Forza Italia ha sostenuto e sostiene con convinzione l’impegno di questa giunta e apprezza gli sforzi che si stanno facendo per elaborare i progetti e gli investimenti che impegneranno Udine nei prossimi anni», conclude Govetto.

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