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Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica

Lettera civica ai nuovi consiglieri comunali di Udine

Si rinnova la tradizione del messaggio benaugurale del Fogolâr Civic ai neoeletti Amministratori in occasione dell'insediamento del Consiglio municipale. Il presidente prof. Travain: “Non si faccia solo amministrazione, ma si rappresenti moralmente un popolo, primogenito di Aquileia”. Lettera bilingue, in italiano e friulano, conclusa dai versi in "marilenghe" di un notaio udinese del Seicento.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

“Pregiatissimi, è tradizione che la presidenza culturale in firma indirizzi un messaggio benaugurale ai membri del Consiglio comunale neoletto in occasione dell'insediamento: non si mancherà questa volta. Ed il buon augurio va innanzitutto alla Città, nostra madre comune, che possa contare su Amministratori appassionati e responsabili, aperti al dialogo e alla partecipazione, interpreti validi d'insopprimibili esigenze attuali e ambizioni antiche di una comunità irriducibile all'oggi ma 'continuum' storico da sviluppare inclusivamente nella fedeltà alle radici locali migliori. Soprattutto, non si faccia solo amministrazione, ma si rappresenti moralmente un popolo, primogenito di Aquileia. Siano, dunque, di buon auspicio le parole speranzose di un letterato udinese del Seicento il quale in 'marilenghe' invitava l'intero Friuli a rallegrarsi e la nostra città a confidare in lusinghieri orizzonti di affermazione: 'O Friuul vinturaat, legre lu voli / E tu citaat da Udin gratiiose, / Chum'è timp chu 'l to non par du'l mont svoli.' /// Preseâts, si costume che cheste sorestanzie culturâl culì ur destini un scrit di bon pro, su la scree, a chei dal Consei gnûf: no si mancjarà cheste volte ca. E si fâs bon pro prin di dut ae Citât, che e je la mari di ducj noaltris, che pardabon e puedi fâ un calcul di Sorestants che a vedin passion e ancje sintiment, che a sedin pronts a tratâ cu la int e a fâ in mût che e vedi vôs in cjapitul, che a tegnin cont ben des dibisugnis di vuê chês penzis e des ambizions ancjemò di indaûr di une comunitât che no je dome un cumò ma ben un 'continuum' di storie di fâle sù tirant dongje popul, fidêi a lidrîs dal puest sigûr lis miôr. Che no si vedi, po soredut, di aministrâ e vonde, ma in ideâl di rapresentâ un popul, prin fi di Aquilee. Ve, inalore, che al puarti fortune ca il mot di sperance di chel om di letaris culì di Udin dai timps dal Sîscent che in marilenghe al clamave il Friûl dut cuant a indalegrâsi e la citât nestre a vê une fiducie di biele cariere tal avignî: 'O Friuul vinturaat, legre lu voli / E tu citaat da Udin gratiiose, / Chum'è timp chu 'l to non par du'l mont svoli.'”. Ecco il testo della lettera, bilingue (italiano-friulano), indirizzata dal presidente del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, prof. Alberto Travain, ai componenti il nuovo Consiglio municipale di Udine in occasione dell'insediamento ufficiale dell'organo, lunedì 28 maggio 2018. Una tradizione che si ripete da più lustri e che è mano tesa del più battagliero civismo culturale udinese nei riguardi delle Amministrazioni entranti, buon proposito di proficui patti di rispetto e considerazione reciproci tra delegati del popolo e parte attiva del popolo stesso. Nota culturale: i citati versi di Gasparo Carabello, antico cancelliere del collegio cittadino dei notai, oltre ad essere oggettivamente di buon auspicio, sono stati proposti dal prof. Travain come vivido richiamo a una grande ed inclusiva tradizione identitaria friulana di Udine, duramente combattuta negli ultimi cento anni dal venetismo affermatosi dopo la Prima Guerra Mondiale con l'annessione dell'intera regione allo Stato nazionale italiano. Una speranza, anche qui, di rinascita, di “rinascimento” della migliore coscienza di una vera “Capitale del Friuli”.

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