Lettera aperta dal Friuli al Quirinale per la liberazione di Puigdemont

Fogolâr Civic e Academie dal Friûl scrivono a Mattarella. Travain: “L'Italia si attenga ai propri valori fondativi risorgimentali di autodeterminazione dei popoli!”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Di fronte all'inaspettato arresto in Germania del presidente della democraticamente autodeterminata Repubblica di Catalogna, Carles Puigdemont, dal Friuli, il 26 marzo 2018, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” scrivono, a firma del loro leader, prof. Alberto Travain, al Capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella, invitandolo ad intercedere per l'immediata liberazione del politico catalano accusato di sedizione dal Regno di Spagna analogamente a quanto faceva l'Austria con i ribelli o patrioti d'Italia del tempo che fu, posizione da assumersi coerentemente con i valori risorgimentali di autodeterminazione dei popoli su cui si fonda il Paese Italia. “Signor Presidente, nella piccola nostra capitale friulana, erede morale della grande Aquileia, prima metropoli della Mitteleuropa, campeggia, in un borgo, una lapide che ricorda il passaggio in catene di Silvio Pellico, Pietro Maroncelli, Federico Confalonieri ed altri condannati dall'Austria allo Spielberg perché colpevoli di... patriottismo. A quegli eroi sventurati, Lei, Signor Presidente, deve la carica di Capo di Stato; a quegli stessi, anche con nostalgia per la seria amministrazione asburgica, noi tutti dobbiamo un esemplare richiamo all'imprescindibile dignità dei popoli. L'Austria potè legittimamente considerarli come criminali. Lei no, Signor Presidente, e nemmeno il Paese da Lei presieduto, Paese che a quei 'criminali' o meglio a quei patrioti deve la sua stessa esistenza e la sua pur talvolta malgovernata libertà. Se in quegli eroici 'criminali' rei di patriottismo teso ad un'autodeterminazione della proria gente dobbiamo riconoscere dei 'padri della patria', non possiamo, allora, Signor Presidente, non adoperare la stessa lente per altri limpidi patrioti di patrie altrui, da non abbandonarsi alla mercè di Stati che si rivelano 'prigioni di popoli' quali potè essere ovvero sembrare anche erroneamente l'impero degli Asburgo. Signor Presidente, di fronte all'incredibile, inopportuno, arresto da parte della polizia germanica, del presidente catalano Puigdemont, l'Italia figlia di Silvio Pellico può, dunque, schierarsi a favore della Spagna, di una monarchia che, in Costituzione, nega ai catalani il titolo culturale 'nazione' nell'ambito dello Stato spagnolo? Può tacere l'Italia, figlia di Garibaldi, e non spendersi almeno per la liberazione di prigionieri politici che solamente la Storia saprà giudicare? L'Italia nata dal Risorgimento e dalla Resistenza contro tiranni e dominanti stranieri potrà prendere ora le parti di certi loro epigoni contemporanei, anche soltanto con un colpevole, vigliacco, silenzio? Signor Presidente, procuri che il tricolore italiano possa generosamente rinnovarsi come bandiera di libertà dei popoli e delle nazioni, grandi e piccole, nel quadro di una comune famiglia europea, e non ridursi invece a rappresentare solo l'egoistica affermazione di un particolare pronto a negare agli altri il diritto ad esistere!”.

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