Legge regionale impugnata, «ma la gestione dell’emergenza resta a rischio»

Liguori: «Andare contro la normativa nazionale mette a rischio la sicurezza»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Torna in discussione in Aula in Consiglio regionale ancora una volta il tema dei punti di primo intervento. Un tema importantissimo perché riguarda la salvaguardia della sicurezza dei cittadini nel delicatissimo momento dell’urgenza sanitaria.  Il 5 settembre scorso il Consiglio dei Ministri ha impugnato l’articolo 74 comma 3 della legge omnibus del Friuli Venezia Giulia che prevede che i Punti di Primo intervento delle strutture ospedaliere riconvertite siano dotati di letti di osservazione a disposizione della funzione di emergenza urgenza, in quanto in conflitto con il decreto ministeriale 70 del 2015 che dice chiaramente che nei punti di primo intervento non è prevista l’osservazione breve del paziente. La Consigliera dei Cittadini Liguori, che fin da subito aveva denunciato i rischi di questo provvedimento, ha interrogato l’Assessore Riccardi per sapere se intendesse riallineare la legislazione regionale alle previsioni del DM 70 o, in caso contrario, se intendesse quantomeno dare precise indicazioni agli enti del servizio sanitario regionale affinché, in attesa del contenzioso costituzionale con lo Stato sul punto specifico, i pazienti non vengano tenuti in osservazione nei Punti di primo intervento. Nella sua risposta l’Assessore Riccardi ha dichiarato di voler proseguire dritto per la strada intrapresa.

«Con sconcerto registro –ha detto Liguori – che l’Assessore abbia comunicato oggi che intende andare avanti nonostante l’impugnativa dello Stato».   Liguori ha ribadito ancora una volta come la gestione dell’urgenza sanitaria non possa lasciare spazio ad ambiguità: «Soltanto nei pronto soccorso, che sono inseriti all’interno di ospedali che prevedono tutte le strumentazioni e i reparti adatti a far fronte alle criticità, è possibile tenere dei pazienti in osservazione. La norma contenuta nel DM 70 esiste per una logica ben precisa: le persone in stato di urgenza medica devono essere stabilizzate ed inviate nelle strutture in grado di far fronte in qualsiasi momento ad un peggioramento delle condizioni del paziente. La possibilità di tenerle in osservazione lontane dagli ospedali mette a rischio la loro salute e perfino in alcuni casi la loro vita, ecco perché l’ostinazione dell’Assessore Riccardi lascia sgomenti. Il fatto che nel presidio riconvertito di Cividale questa pratica già accada, non è certo l’alibi per replicare lo stesso anche negli altri presidi, piuttosto va subito rimesso in sicurezza anche quel punto di primo intervento.  Se la ragione di tanta ostinazione da parte di Riccardi è quella di dare delle risposte elettorali ad alcuni territori, ciò rende il fatto ancora più grave». 

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