La rinascita del Friuli passa per l'agricoltura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Tutte le moderne economie mondiali mettono al centro dei loro interessi economici il settore primario, definendolo giustamente " strategico" non solo come fonte di auto approvvigionamento alimentare per la propria gente, ma soprattutto perche` il cibo sia come materia prima che come prodotto trasformato, e` e diventera` sempre di piu` una parte fondamentale delle contrattazioni commerciali tra i vari paesi. Quindi il settore agroalimentare , dal campo al prodotto finito, sara` considerato sempre piu` STRATEGICO. In questo dinamico ed interessante settore il Friuli non e` messo proprio malissimo, anzi.... Da diversi anni molte grosse aziende localizzate nella zona di Fagagna, Martignacco, San Daniele, Coseano, Dignano, si sono specializzate nella produzione di prodotti da forno, biscotti, snack, merendine, ecc. e riescono a fare grossissimi numeri, tanto che il totale del fatturato di queste aziende che producono prodotti da forno, supera il fatturato del intero settore metalmeccanico regionale, dando lavoro a migliaia di persone e utilizzando migliaia di tonnellate di farine di cereali. Ma c'e` un lato negativo : queste aziende non utilizzano neanche un kilo di cereale Friulano, non perche` disprezzino il prodotto autoctono ma semplicemente perche` in tutta la Regione non esiste un mulino strutturato ed abbastanza grande da sopperire ai grossi volumi di farine che queste aziende richiedono. Basterebbe poco per chiudere il cerchio con raziocinio e far star bene anche i produttori agricoli : promuovere un dialogo costruttivo fra le industrie alimentari che utilizzano le farine di cereali e i produttori agricoli uniti in cooperative di raccolta ( essiccatoi cereali). Queste cooperative potrebbero unire i loro sforzi costruendo un'unico impianto di macinazione e trasformazione del cereale per fornire le industrie locali, garantendo ai produttori agricoli un prezzo dei cereali sicuramente migliore rispetto a quello di oggi, dove la materia prima agricola e` venduta tal quale agli impianti di lavorazione situati fuori regione e spesso all'estero, lasciando agli altri il valore aggiunto maggiore. Se vogliamo uscire da questa crisi soprattutto strutturale, siamo obbligati ad uscire dai meccanismi storici che hanno fossilizzato l'agricoltura Friulana fino ad adesso, approfittare delle occasioni che si presentano e soprattutto si deve capire che se si vuole salvare il mondo agricolo, si devono attuare tutte le azioni possibili per mantenere la maggior parte del valore aggiunto del prodotto finale nelle mani di chi coltova la terra!! 

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