"Rinnovare lo spirito dell’arengo come auspicato da Fogolâr Civic e Academie dal Friûl”

Le parole sono del sindaco Honsell, che ricorda e rinnova l’antica democrazia cittadina rendendo anche omaggio ai suoi promotori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

L'Amministrazione comunale di Udine, su suggerimento del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", nella seduta del Consiglio municipale del 30 settembre 2013, ha commemorato il cinquecentenario dell'abolizione dell'Arengo cittadino e dei diritti democratici originari del popolo udinese ribadendo l'impegno assunto in campagna elettorale dai candidati sindaco giunti al ballottaggio a "sviluppare periodiche pratiche di partecipazione civica collegiale autodeterminata, propositiva e deliberativa quantunque giuridicamente non vincolante, da integrarsi nell'ordinamento municipale" ossia a "tornâ a - s'è detto in friulano - une ponte di ce che al jere il Renc citadin pastanât dal Patriarcje Beltram e abulît cinccent agns indaûr". Di rinnovare nell'attualità lo spirito dell'Arengo, l'assemblea partecipativa istituita dal patriarca Bertrando ed abolita cinque secoli or sono per dar posto a un governo oligarchico, ha parlato il sindaco Honsell, rendendo anche omaggio, insieme al Consiglio, al pluridecennale impegno di promozione della cultura civica profuso dai due sodalizi presieduti dal prof. Alberto Travain, una cui delegazione era presente tra l'uditorio con i caratteristici fazzoletti bianchi, colore civico 'universale' risalente all'Antichità classica.

In una lettera indirizzata per l'occasione agli Amministratori udinesi Fogolâr Civic e Academie dal Friûl avevano anche annunciato una scoperta culturalmente davvero suggestiva: "sulle Loro teste, in Sala Consiglio, forse per errore, campeggia non lo stemma di Udine, ma quello - si scopre ora - della casata che più sostenne l'antica costituzione democratica della città. Sia per Loro ideale richiamo a fare ancor meglio". Nessuno finora s'era mai accorto dell'ala e non del cavallo sovrastante lo scudo cittadino dipinto al centro del soffitto dell'aula consiliare: lo stemma, dunque, dei Savorgnan, animosi capi del popolo udinese, esautorati cinquecento anni fa con l'abolizione dell'assemblea popolare partecipativa, domina, quasi per beffa e per sfida, un Consiglio comunale al quale oggi i cittadini possono presenziare ma non più intervenire, proporre e disporre come cinque secoli or sono.

Il giorno prima, 29 settembre, nella ricorrenza di San Michele Arcangelo in cui si riuniva tradizionalmente l'Arengo udinese in omaggio al mito del buon cittadino difensore della comunità, Fogolâr Civic e Academie dal Friûl, nella cornice della 19^ Festa del Cittadino Udinese, avevano rinnovato, lungo il perimetro della città vecchia, in corrispondenza dei cinque "quintieri" dell'antica difesa urbana, le annuali deposizioni floreali in onore di chi nel corso dei secoli combattè e cadde per difendere Udine. Ad ogni tappa, a celebrazione della leggendaria matrice eroica troiana della comunità udinese, sono stati letti passi dell'Iliade nella riduzione in lingua friulana di "Bruno di Cussignà", il noto e compianto geom. Bruno Paviotti, socio Fogolâr Civic recentemente scomparso.

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