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"Troppa immigrazione e criminalità" per Fontanini, Venanzi: "Tutto è aumentato con lui"

Il sindaco, riferendosi a quanto accaduto in viale Ungheria, lamenta azioni non ancora messe in opera dal Governo. Gli risponde il capogruppo Pd

Spaccio in viale Ungheria

"Ci sono già troppi richiedenti asilo a Udine e in alcune zone si registrano già troppi episodi di criminalità". Passata, più o meno, l'emergenza Covid-19 è tempo di vecchi cavalli di battaglia per il sindaco Pietro Fontanini. Il primo cittadino, che ha fatto della sicurezza uno punti cardine della sua campagna elettorale di due anni e mezzo fa, identifica nel Governo il responsabile della situazione di disagio, con delle accuse lanciate dal suo profilo Facebook. "E il Governo di sinistra cosa fa? Prepara una nuova invasione. Il Governo vuole modificare i decreti Salvini che normano i contributi dati alle cooperative per l’assistenza agli immigrati clandestini richiedenti asilo. Si vuole tornare alla situazione precedente stanziando milioni di euro per garantire a ogni immigrato quasi 30 al giorno al posto dei 21 attuali. In questo modo riparte il business dell’immigrazione e le nostre città torneranno a riempirsi di immigrati. In un periodo in cui noi amministratori dobbiamo rispondere alle esigenze delle nuove povertà causate da Covid-19, la sinistra continua con la sua politica di una accoglienza irresponsabile e non necessaria, vista l’attuale crisi economica".

Venanzi

"Come diceva il principe De Curtis, 'in tempi di crisi gli intelligenti cercano soluzioni, gli altri cercano colpevoli'. È quello che sta succedendo alla giunta Fontanini, in un contesto di manifesta incapacità a gestire i problemi e a dare una linea di priorità alla città". La pensa così, in relazione alle dichiarazioni del sindaco, il capogruppo del Pd in consiglio comunale Alessandro Venanzi. "Piaccia o meno al nostro sindaco – incalza Venanzi –, al netto delle promesse elettorali, la Cavarzerani è piena di profughi da due anni a questa parte, con buona pace di Salvini e Fedriga, e la criminalità in città è aumentata: viale Ungheria si è trasformata in un vero centro di spaccio. Non servono più parole, ma azioni vere. Spendere 700 mila euro per delle telecamere quando la città ha bisogno di servizi, infrastrutture e maggiore presidio dal profilo economico e culturale pare un insulto a chi da questa crisi farà fatica ad uscirne. Basta con questa ipocrisia da parte di chi ha la pancia piena e dei problemi delle persone – conclude Venanzi –non ha la minima percezione".
 

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