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Udine vs Trieste sul "caso Ater". Fontanini: "Disparità e privilegi da eliminare subito"

Degli 11,4 milioni di euro che la Regione darà a sostegno degli utenti più deboli, quasi 5 milioni e mezzo andranno all'Ater di Trieste, 2.2 a quella di Udine, 1.7 a Pordenone, 1.5 a Gorizia e infine solo 432mila euro all'Ater Alto Friuli. L'appello del presidente della Provincia Fontanini: "Adeguare i canoni subito, non a giugno"

Le Ater del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell'assessore ai Lavori pubblici Mariagrazia Santoro, approvata il 20 febbraio scorso, riceveranno nel 2015 un finanziamento da parte della Regione pari a 11,4 milioni di euro suddiviso, anche in base del numero degli alloggi, in : 5.444.000,29 euro a Trieste, 2.204.764,15 a Udine, 1.737.516,09 a Pordenone, 1.580.924,85 a Gorizia e infine 432.794,62 all'Ater Alto Friuli. Come si può notare dai numeri, sono cifre assolutamente sproporzionate considerando la grandezza e il numero della popolazione della provincia di Trieste, cui va più del doppio di quanto spetterà ad esempio a Udine e all'Alto Friuli messi insieme. In merito a questo storico gap l'assessore Santoro ieri ha ribadito che entro l'inizio dell'estate prevede una riforma che metterà fine al divario in regione, senza dimenticare però il dato che vede la provincia di Trieste avere un numero maggiore di alloggi Ater: 13 mila contro i circa 8.800 di tutto il Friuli. mariagrazia.santoro-2

A chiedere un’accelerazione alla riforma delle Ater o comunque, almeno, a un provvedimento di parificazione dei canoni applicati dalle 5 aziende territoriali per l’edilizia residenziale, è il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini che da tempo sollecita un intervento in questa direzione affinché il Friuli non continui a soccombere ingiustamente.Perché aspettare l’estate per adeguare i canoni Ater? Si metta mano subito alle tariffe degli affitti per renderle omogenee sul territorio. Rimandare ulteriormente significa concedere ancora privilegi solo a una parte del territorio del Fvg, quello di Trieste, e continuare a sfavorire invece il resto della regione, in primis Udine e l’Alto Friuli”. Quello dei canoni minimi di locazione è solo un esempio delle forti differenziazioni tra le diverse gestioni. Al riguardo, ricordo che a Trieste – evidenzia Fontanini - l’importo richiesto è di poco superiore ai 10 euro mensili, a Udine la quota è pari a 46,44 euro mentre la tariffa applicata in montagna è di 35 euro. Una diversità di trattamento palese che vede i friulani, ancora una volta, soccombere più degli altri. Del tutto incomprensibile, poi, che anche la montagna già di per sé in condizioni di svantaggio rispetto al resto del territorio, paghi di più rispetto al capoluogo regionale”.

fontanini-5Alle disparità applicate agli inquilini, si sommano le differenze nei trattamenti economici del personale dipendente. Anche in questo caso, le disuguaglianze crescono in modo direttamente proporzionale mano a mano che ci sia allontana da Trieste. “A parità di mansioni – precisa Fontanini – ci sono livelli e paghe diverse. Per non parlare poi dei premi di produzione: pari a 7 mila 200 euro per Trieste, 5 mila Gorizia, 4 mila 200 Udine, 4 mila Pordenone, 2 mila 400 all’Alto Friuli. Premi che peraltro vengono erogati in maniera disomogenea: a Trieste parte in via automatica e parte in base al merito, a Tolmezzo solo in base al merito. Perché? E’ evidente che anche la gestione interna deve essere uguagliata e in fretta”.

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