Fontanini con “Europa Aquileiensis”: il candidato del centrodestra appoggiato dagli euroregionalisti di Travain

Dando immediato e proficuo riscontro al “documento programmatico” dal Coordinamento Politico Euroregionalista Friulano inviato all'attenzione di entrambi i candidati al ballottaggio udinese, l'ex presidente della Provincia incassa ora anche il sostegno elettorale del partito espresso dal civismo che si raccoglie attorno al trentennale movimento udinese del Fogolâr Civic.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Martedì 8 maggio 2018 avevano inviato ad entrambi i candidati al ballottaggio per la poltrona di Sindaco di Udine, l'on. Pietro Fontanini e il dott. Vincenzo Martines, un “documento programmatico” da valutare nei suoi contenuti ed eventualmente da condividere, contro possibile appoggio elettorale. Così, quelli di “Europa Aquileiensis”, nuovo partito euroregionalista friulano nato da una costola del trentennale movimento civico culturale udinese del Fogolâr Civic, giovedì 10, di buon mattino, hanno ricevuto positivo riscontro dal candidato del centrodestra. Da qui, la presa di posizione ufficiale, per voce del coordinatore della formazione, prof. Alberto Travain: “Sia chiaro che è Fontanini ad aderire al programma di Europa Aquileiensis, non il contrario, ma questo ci richiama ad un apprezzamento del candidato che non può che tradursi nel più sincero appoggio elettorale. Di Fontanini, tra l'altro, apprezziamo le positività del suo noto carattere irriducibile nonché il suo intimo ed antico amore per la 'patria' friulana, garanzie potenziali per 'costruire' davvero un 'buon' sindaco di Udine, ma non basta. Lo sosterremo nella volontà d'interpretare, nel presente, al meglio, i valori e le tradizioni che hanno fatto della nostra città, nella Storia, una 'nuova Aquileia' civista, proiettata non solo sul Friuli ma su tutta la Mitteleuropa un tempo 'aquileiese'!”. Il Coordinamento Politico Euroregionalista Friulano / Coordenament Politic Euroregjonalistic Furlan “Europa Aquileiensis” esprime positiva considerazione, comunque, nei confronti di entrambi i candidati, firmatari dell'impegnativo capitolato civico sottoposto loro domenica scorsa, 6 maggio, dal cameraro presidente dell'Arengo cittadino, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, base su cui costruire senz'altro una convergente politica a favore di un rilancio di Udine come laboratorio e modello civico regionale e transfrontaliero. La parola d'ordine, però, ora è una sola: “Votait Fontanin!”. In calce, il testo inviato, martedì 8 maggio 2018, dal leader del Coordinamento Politico Euroregionalista Friulano / Coordenament Politic Euroregjonalistic Furlan “Europa Aquileiensis”, prof. Alberto Travain, all'indirizzo dei due candidati al ballottaggio per la carica di Sindaco di Udine, on. Pietro Fontanini e dott. Vincenzo Martines. “ “ “ Alla cortese attenzione dei candidati alla carica di Sindaco di Udine on. PIETRO FONTANINI dott. VINCENZO MARTINES c/o rispettive sedi elettroniche Udine, 8 maggio 2018 Oggetto: DOCUMENTO PROGRAMMATICO “EUROPA AQUILEIENSIS”. Il neocostituito Coordinamento Politico Euroregionalista Friulano “Europa Aquileiensis”, sorto lo scorso 14 novembre al fine di tradurre in campo politico-amministrativo le migliori espressioni del civismo raccolto attorno al trentennale movimento civico culturale oggi denominato Fogolâr Civic, giudicando al momento immaturi ulteriori passi d'impegno diretto, sottopone al Loro vaglio i principali filoni sviluppati in autonomia sinora a ridosso delle recenti campagne elettorali, ciò a scopo di ricognizione di eventuali sinergie programmatiche possibilmente tali da condurre la rappresentanza della formazione ad esporsi pubblicamente prima del ballottaggio a favore dell'uno o dell'altro candidato contro specifiche garanzie di collaborazione. Il Coordinamento “Europa Aquileiensis” è disponibile a sostenere esecutivi locali che si prefiggano d'improntare l'azione politico-amministrativa al rinnovamento del mito di UDINE “NUOVA AQUILEIA”, “laboratorio civico e raccordo internazionale di civiltà”, nel solco delle più proficue ed attuali tradizioni civili, culturali e morali riferibili all'antica metropoli alpino-adriatica ed alla sua epigona udinese, tradizioni fornenti radice, profondità e respiro, ad impellenti risposte istituzionali da darsi innanzitutto a problemi ed istanze strutturali della città. “Europa Aquileiensis” è disponibile a sostenere Amministrazioni udinesi in grado di ripensare e di riproporre in termini ideali e progettuali odierni un concetto di “agro aquileiese” assunto come ambito regionale e internazionale privilegiato di relazione, proiezione e appartenenza di una Udine “nuova Aquileia”, culla e fulcro autodeterminati di una rinnovata civiltà comune transfrontaliera mitteleuropea. REGENI, PARADIGMA CONTEMPORANEO DI UN FRIULI EROICO! Il Coordinamento considera punto paradigmatico, per l'Amministrazione entrante di una vera Udine “Nuova Aquileia” e “Capitale del Friuli”, l'assunzione e la promozione istituzionali della proba figura di Giulio Regeni da Fiumicello come esempio friulano superlativo di condotta giovanile contemporanea incredibilmente aderente al filone identitario storico del civismo e dell'eroismo “aquileiesi” improntati ad irriducibilità integerrima. Il nuovo esecutivo municipale non solamente dovrebbe alzare i toni di un dissenso peculiarmente udinese e friulano nei riguardi di uno Stato italiano mostratosi apertamente inefficace in termini di giustizia rivendicata presso la Repubblica Araba d'Egitto, forse conferma di una perdurante tendenza italica a marginalizzare ciò che riguarda la friulanità e per di più un paesino della provincia udinese: sarebbe opportuno che mobilitasse decisamente attorno alle insegne di Udine l'orgoglio offeso del Friuli, mobilitazione delle coscienze, che sappia mostrare all'Italia e al mondo che, come in tempi migliori, ancor oggi con gli udinesi e i friulani non si scherza! Contestualmente, il Comune di Udine, rinnovando missione antica, si faccia carico di promuovere culturalmente sul territorio il riconoscimento, l'apprezzamento e l'incremento, soprattutto tra i giovani, di un idealismo friulano virtuoso contrapposto a pragmatismo becero, insensibile ai valori prosociali, idealismo improntato possibilmente al più glorioso repubblicanesimo partecipativo ed antitirannico della migliore tradizione udinese. Oltre a tale punto paradigmatico, “Europa Aquileiensis” ripropone all'agone politico udinese tre temi che trae dagli ordinari sentire ed agire del civismo raccoltosi negli ultimi trent'anni attorno al movimento del Fogolâr Civic. A) IMPLEMENTAZIONE DI UN'IDENTITÀ COMUNITARIA INCLUSIVA SU RADICE LOCALE, tematica principe di fronte al baratro dello scardinamento e della dissoluzione di virtuosi vincoli socioculturali su base territoriale costituenti fondamentali reciprocità solidaristiche utili a far fronte comune contro le derive della più alienate e selvaggia globalizzazione. S'individuerebbero tre priorità d'intervento pubblico municipale: 1) riconoscimento anche statutario e celebrazione istituzionale, con il più ampio e cosciente concorso della società cittadina, di ricorrenze atte a sviluppare una diffusa coscienza di comunità radicata in una condivisione laica delle tradizioni e delle memorie del territorio. Tra le ricorrenze prettamente urbane, ricavabili dall'esperienza di promozione sviluppata in trent'anni dal Fogolâr Civic, si segnalano innanzitutto quelle di fondazione cittadina ossia il “Compleanno della Città” (13 settembre), di rimembranza dell'antico arengo ovvero la “Festa del Cittadino” (29 settembre) e del patrono civico laico Bertrando ovvero “Festa del Patrono Civile” (6 giugno). Tra gli anniversari di proiezione territoriale potranno essere innanzitutto, invece, considerati quelli patronale aquileiese-udinese ossia “Festa di Udine Capitale / Nuova Aquileia” (12 luglio:), di rivendicazione della Contadinanza (9 dicembre) e della rivolta della “Joibe Grasse” (27 febbraio), entrambe, queste ultime, date di coscienza civica regionale. Occasioni utili, in tal senso, potranno essere anche le tradizioni maggiaiole udinesi (primo giovedì di maggio) e quella del Palio (aprile/agosto), oltre alle ricorrenze tradizionali Santa Caterina (25 novembre) e di Santa Lucia (13 dicembre). La ricorrenza del 3 aprile, “Festa della Patria del Friuli”, dovrà potersi proporre a Udine, potentemente, come costume di raccordo regionale. 2) promozione istituzionale d'iniziative, in particolare in campo scolastico, volte a rafforzare una coscienza storico-culturale locale e a mobilitare scuole, associazioni e cittadinanza attorno ad un progetto comunale volto ad incrementare socialmente un senso di appartenenza territoriale comune, procedente dai livelli immediati – rionale e frazionale – integrante positivamente la pluralità di origini, culture e sensibilità riscontrabili in seno alla cittadinanza udinese odierna nel quadro di un'unica, ancorché composita e poliedrica, identità raccordata da laica condivisione dalle tradizioni e dalle memorie del luogo di residenza e di convivenza. Contestualmente risulterà certo necessario razionalizzare l'offerta culturale identitaria in termini oggettivi di accettabilità e praticabilità in seno alla realtà sociale, economica ed istituzionale immanente, termini, questi, senz'altro da distinguersi da un livello legittimamente rivendicativo, associato piuttosto all'agone politico. 3) programmare e sviluppare per gradi un pluriennale processo di ricognizione, coscientizzazione ed infine autodeterminazione identitaria delle possibili articolazioni territoriali del Comune di Udine, processo teso a un'attualizzazione partecipata del tessuto comunitario storico d'ambito udinese, iniziativa da realizzarsi attraverso varie iniziative d'ascolto ed informazione culturale, sino a consultazione referendaria in ordine ai quadri elettivi odierni d'appartenenza rionale/frazionale, da supportarsi anche con confacente segnaletica toponomastica e recuperabili, in seguito, ai fini di un'auspicata rivisitazione di una qualche forma di ordinamento circoscrizionale, possibilmente recuperante, in via privilegiata, la tipologia dello schema radiale degli originari “quintieri” politico-militari della Udine dei Patriarchi, integranti spicchi di città e suburbio. B) RINNOVAMENTO DI PRATICHE STORICHE DI PARTECIPAZIONE POPOLARE CITTADINA in tempi di particolare disamore civico nei confronti del mondo politico-amministrativo nonché di montante rivendicazione di concorso diretto della cittadinanza nella gestione della cosa pubblica. Si avallerebbe senz'altro una linea segnatamente di accreditamento e supporto dell'iniziativa spontanea, sommamente incarnata in questi ultimi anni dall'arengo civico comunale autorifondato, massimo istituto partecipativo della storia udinese, rimontante al tempo del Patriarca Bertrando. Sarebbe auspicabile che il Comune si facesse carico di promuovere capillarmente nonché di avallare virtuose pratiche partecipative anche a livello rionale/frazionale, eco di antichi quintieri e vicinie della tradizione comunale locale, originariamente improntata a principi di orgoglioso microfederalismo. L'avanzamento della riflessione avviata in tema di partecipazione porta senz'altro “Europa Aquileiensis” a vincolare ogni rivendicazione di sistema partecipativo ad un proponimento di ottimizzazione del senso civico, di promozione di un'educazione alla convivenza civile, formante essa stessa lata partecipazione responsabile. Ciò posto, il Coordinamento si dichiara, per tradizione Fogolâr Civic, propugnatore anche del principio di “sicurezza partecipata” ovvero affidata a responsabile concorso della cittadinanza. C) RECUPERO CULTURALE DI UNA CENTRALITÀ UDINESE IN AMBITO EUROREGIONALE ai fini di una proficua ricollocazione della città nel quadro internazionale venuto a configurarsi nel corso degli ultimi decenni. Una centralità che si crede vada innanzitutto sviluppata attraverso la formalizzazione di mirati gemellaggi storico-culturali a ricostituire la rete di legami transfrontalieri che fu di Aquileia prima e di Udine, sua erede, poi; una rete di località e territori, compresi tra i laghi Maggiore e Balaton, tra Danubio o Drava e Adriatico, spiritualmente o temporalmente connessi, anche in posizione eminente, al grande Patriarcato che unì, sotto le proprie insegne, non pochi dei popoli della Mitteleuropa. L'antica formula del gemellaggio potrebbe, inoltre, essere strumento per ricostruire una rete friulana di comunità raccordate da Udine, in funzione utile a rafforzamento e ridefinizione potenzialmente autodeterminata di una compagine Friuli concreta, cosciente ed attiva sulla scena politico-amministrativa e non solamente. - - - - - - Il presente documento di sintesi programmatica è frutto di un'elaborazione a cura del sottoscritto coordinatore, prof. Alberto Travain, valutati i contributi dei sodali sig. Alfredo Maria Barbagallo, geom. Sergio Bertini, prof.ssa Gianna Bianchi, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, sig. Claudio Moretti, arch. Roberto Pirzio Biroli, sig.ra Mirella Valzacchi. Si allega, a titolo informativo e di documentazione storica circa gli sviluppi della vicenda oramai semestrale del Coordinamento “Europa Aquileiensis”, copia elettronica dei tre numeri unici sociali sinora appositamente prodotti. In attesa di debito riscontro, con distinzione, prof. Alberto Travain coordinatore “Europa Aquileiensis”

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