"Grande udine? No, grande flop". Il commento di Christian Romanini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

"La mancata approvazione dello statuto dell'Uti Friuli Centrale è solo l'ultimo atto di una riforma che fin da subito abbiamo definito un fallimento della democrazia" commenta Christian Romanini, capogruppo della Lega Nord a Campoformido "E purtroppo la sindaco Bertolini risulta complice di questo 'Grande Flop', altro che Grande Udine o Grande Territorio".

"L'opposizione consiliare a Campoformido ha fin da subito cercato di difendere l'autonomia del Comune presentando Ordini del Giorno contro la LR 26/2014 e chiedendo addirittura un consiglio urgente, ma la maggioranza sinistra guidata da Monica Bertolini, pur con qualche mugugno "a microfoni spenti", ha tirato dritto verso questa riforma, ignorando le nostre posizioni" continua Romanini "La sindaco aveva tentato di rassicurarci che avrebbe difeso il Comune in sede di approvazione dello statuto dell'Uti e allora ci chiediamo: come mai non si è battuta per sostenere la proposta del Sindaco di Pagnacco che chiedeva che all'interno dell'Unione ogni comune pesasse per un voto, dando così pari dignità a ognuno? E perchè alla fine un comune come Pradamano, pur avendo circa la metà degli abitanti del nostro comune, avrà gli stessi 3 voti di Campoformido? Panontin, Honsell, Bertolini e compagni, hanno fatto bene i conti secondo i loro interessi di partito e hanno addirittura penalizzato Campoformido, visto che nel comune del Trattato la maggioranza di sinistra ha prevalso alle ultime elezioni per soli 70 voti e quindi se un domani i cittadini scegliessero il centrodestra, meglio non dargli troppo peso".

Romanini insiste "Siamo davanti all'ennesima conferma che la riforma Panontin è 'un tacon piês de buse': hanno distrutto il Friuli cancellando le province e creando 18 miniprovince che costeranno di più, e stanno cercando in tutti i modi di giustificare una legge che creerà un organo non votato dai cittadini: l'UTI. Dopo il ricorso firmato da 58 sindaci, oggi siamo davanti al commissariamento dell'Uti del Friuli Centrale che alla fine vedrà Udine (14 voti), Tavagnacco (5 voti) e Pradamano (3 voti), 'casualmente' tutti comuni a maggioranza blindata di sinistra, prevalere con il voto semplice e decidere su tutti gli altri... ma i nodi stanno venendo al pettine".

"Confidiamo nel Tribunale Amministrativo affinchè blocchi questa disastrosa riforma" conclude Romanini.

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