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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Regione

Futuro, occupazione e rilancio del territorio: le parole d'ordine di Fedriga per la legislatura

L'analisi dei cinque anni di governo del Friuli Venezia Giulia da parte del presidente regionale e dei suoi assessori

Un denominatore comune per le molteplici azioni di governo messe in campo dalla Giunta regionale in questa legislatura? "Al netto delle situazioni emergenziali incontrate lungo il percorso, indicherei senza dubbio la volontà di rilanciare l'attrattività del territorio: un elemento che riassume il quinquennio 2018-2023, ma che si pone al contempo quale obiettivo per gli anni a venire". È così che il governatore Massimiliano Fedriga ha sottolineato, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno tenutasi a Trieste, quanto fatto nel corso dei suoi primi cinque anni da presidente del Friuli Venezia Giulia. 

Occupazione da record

In particolare si è soffermato sulle politiche fiscali come le agevolazioni sull'Irap "tese a promuovere l'insediamento di nuove attività produttive e il conseguente incremento dei livelli occupazionali" e l'autonomia "perseguita attraverso il riconoscimento di ulteriori competenze e, soprattutto, per mezzo della stipula di due intese con il Governo nazionale, che ci permettono di trattenere, e reinvestire in Friuli Venezia Giulia, oltre due miliardi di euro". "Riferirsi all'attrattività – ha chiarito – non vuol dire tuttavia rivolgersi esclusivamente a target esterni, ma anche a un'ampia e non meno importante platea interna rappresentata dai giovani, cui siamo chiamati a offrire prospettive chiare affinché decidano di costruire il loro futuro in Friuli Venezia Giulia. Proprio per questo, uno dei cardini attorno ai quali si è incentrata l'azione amministrativa ha riguardato le politiche del lavoro e della famiglia: essere la seconda regione italiana per numero di occupati, con un dato che si avvicina al 70%, vantare il record nazionale di occupazione femminile e aver ridotto il gender gap alla percentuale più bassa d'Italia significa infatti – secondo Fedriga – aver contribuito non solo a garantire più equità sociale, bensì a irrobustire le radici che uniscono cittadini e territorio".

Futuro

Quanto agli orizzonti futuri e alle prospettive, Fedriga ha rimarcato "la necessità di intensificare le relazioni con le aree limitrofe" e di "portare avanti con decisione progetti congiunti che, come nel caso della prima Hydrogen Valley transnazionale, sappiano imporsi quali risposte strutturali di lungo periodo alle esigenze della nostra comunità regionale". "Ben più di una semplice zona di confine – ha concluso il – il Friuli Venezia Giulia è terra d'incontro tra tre popoli: latino, germanico e slavo. Esso simboleggia quindi il cuore stesso dell'Europa e, in quanto tale, va valorizzato e tutelato in ogni sua forma a beneficio delle generazioni che verranno." A margine sono intervenuti anche gli assessori, protagonisti dell'azione amministrativa assieme al governatore. 

Massimiliano Fedriga assieme agli assessori regionali

Zilli

"L'adozione di politiche di riduzione della pressione fiscale, le misure di sostegno al tessuto imprenditoriale e sociale del territorio e l'assunzione di misure straordinarie dettate dall'emergenza Covid-19 hanno rappresentato, nel quinquennio, alcuni degli strumenti messi a disposizione dall'Amministrazione regionale per continuare ad assicurare supporto a famiglie e imprese, senza lasciare indietro alcuno. In questo contesto ha giocato un ruolo importante la revisione dei patti finanziari tra Stato e Regione che consentirà un risparmio di 2,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni" ha ricordato l'assessore al bilancio Barbara Zilli. 

Bini

Il collega Sergio Emidio Bini, con delega alle attività produttive, si è concentrato sulle grandi sfide del quinquennio. "In questi cinque anni ne abbiamo affrontate di enormi, superando grandi difficoltà, non solo economiche. Nonostante la pandemia, la guerra in Ucraina e la pesantissima crisi energetica, il Friuli Venezia Giulia è tornato a essere la locomotiva del Nordest. Un risultato che si deve in primo luogo a un tessuto produttivo e sociale unito e resiliente, che ha saputo rimboccarsi le maniche e far fronte con coraggio agli ostacoli imprevisti; un sistema che ha potuto contare sul sostegno costante della Regione, cui abbiamo prestato ascolto rispondendo con risorse crescenti anno su anno fino a raggiungere, nell'arco della legislatura, l'importo di un miliardo di euro a coprire interventi sia di natura emergenziale sia strutturale".

Gibelli

Il focus di Tiziana Gibelli si è concentrato sull'opportunità che avrà Gorizia, assieme a tutto il territorio, con il ruolo di capitale europea della cultura grazie alla sinergia con Nova Gorica. "Quest'ultimo anno – ha spiegato – ha rappresentato anche il primo banco di prova per Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura 2025: alla fine di questo percorso possiamo dire con orgoglio di essere stati in grado di mettere in piedi un cartellone culturale regionale di poco meno di trecento spettacoli a Gorizia o su Gorizia".

Scoccimarro

Al centro dell'intervento di Fabio Scoccimarro non ci poteva che essere l'ambiente. "Fin dall'inizio della legislatura si è cercato di incrementare le somme destinate alla difesa dell'ambiente e del suolo. Di anno in anno – ha sottolineato l'assessore – sono aumentati gli investimenti per le opere di tutela del territorio anche rispetto ai veloci cambiamenti climatici in atto: manutenzione dei fiumi, dragaggi e opere di infrastrutturazione portuale non si sono mai fermati. E per il 2023 su questi capitoli sono stati stanziati oltre 10 milioni di euro. Corsi d'acqua, lagune e coste devono essere sempre più attenzionati proprio per garantire la sicurezza del territorio".

Zannier

Il bilancio dell'agricoltura, tema caro al Friuli Venezia Giulia, è stato fatto da Stefano Zannier. "La legislatura che si sta per chiudere ha avuto il carattere dell'eccezionalità per la serie di calamità che si sono susseguite in Friuli Venezia Giulia e che si sono sommate alla pandemia e alla guerra in Ucraina. La tempesta Vaia, l'invasione delle cimici, la siccità ci hanno imposto di intervenire in via straordinaria con quote ingenti di risorse per fronteggiare tutte le crisi – ha spiegato – che si sono manifestate, sfruttando come prima Regione in Europa i vari quadri temporanei a disposizione e ricevendo encomi da parte della Commissione europea".

Roberti

L'autonomia è stata al centro delle riflessioni di Pierpaolo Roberti. "In questa legislatura abbiamo rafforzato la Specialità della Regione. Lo abbiamo fatto con il sistema integrato di finanza pubblica – con cui garantiamo alla Regione un pezzetto di autonomia in più per permettere ai Comuni di lavorare meglio, ad esempio assumendo più personale, e di garantire migliori servizi – ma soprattutto con la riforma dei tributi locali, che segnerà la storia del Friuli Venezia Giulia. L'autonomia in questa materia, con l'acquisizione di una nuova competenza sui tributi immobiliari, rappresenta infatti un tassello importante per il territorio".

Rosolen

Lavoro e famiglia, come ribadito da Alessia Rosolen, sono stati due capisaldi dell'intervento amministrativo. "In questi cinque anni abbiamo operato per garantire la crescita sociale ed economica del Friuli Venezia Giulia, mettendo il lavoro e la famiglia al centro dell'agenda politica. Un'azione sistemica e integrata per raggiungere un efficiente funzionamento dell'incontro domanda-offerta e aumentare l'attrattività del territorio. Giovani talenti, famiglie e imprese oggi possono scegliere la nostra regione per la qualità degli interventi a supporto della famiglia, il livello dell'offerta formativa e la diffusione dell'innovazione.

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