Pirone: uguali diritti e doveri per i residenti del Comune di Udine

Il testo dell'interrogazione proposta nei giorni scorsi dal Consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Il testo integrale del documento che Federico Pirone ha presentato nei giorni scorsi.

“Considerato che il 5 ottobre scorso la giunta comunale ha approvato la delibera n.333, con cui si dà mandato al sindaco:
«1) di procedere con tutti gli atti necessari a sostegno del riconoscimento della cittadinanza italiana per Ius soli ai figli nati in Italia da genitori entrambi stranieri regolarmente residenti e ai ragazzi arrivati in Italia adolescenti, figli di cittadini non italiani regolarmente residenti, che abbiano qui compiuto un ciclo scolastico;
2) di attivare altresì ogni utile iniziativa per richiedere il ripristino della norma di legge che non prevede la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle nascite, come da testo precedente la legge 94/2009, prendendo atto che per ciò che concerne la registrazione degli atti di matrimonio a tanto ha provveduto la Corte Costituzionale con sentenza 245 del 24 luglio 2011.»;

Appreso che nelle settimane successive il Sindaco ha provveduto ad informare attraverso una lettera, con allegata la delibera stessa, il presidente del Consiglio, Mario Monti, il presidente del Senato, Renato Schifani e il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini.
Espresso apprezzamento per la citata scelta della giunta comunale con la quale il comune di Udine intraprende il primo intervento istituzionale in materia che consolida il necessario e quanto mai auspicato – all’unaninimità anche da parte del consiglio comunale, con la mozione di sentimenti approvata il 27 febbraio 2012-  riconoscimento di eguali diritti (come quelli fondamentali per la registrazione degli atti di nascita, tesi ad evitare casi di apolidia) e doveri ai residenti nel comune di Udine, promuovendo la coesione e la sicurezza sociale;
Interroga il Sindaco

Affinchè informi il Consiglio comunale della scelta intrapresa e dell’importanza che essa assume per la città di Udine e per sapere se vi è stato un riscontro positivo da parte del Presidente del Consiglio, Mario Monti, del presidente del Senato, Renato Schifani e del presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini;

per sapere, nella registrazione di matrimoni, se la procedura seguita dal comune di Udine assicuri il pieno rispetto di quanto previsto dalla Corte Costituzionale nella sentenza 245 del 25 luglio 2011 e, nel caso ciò non si verifichi, se sia sua intenzione esplicitare pubblicamente, altrettanto chiaramente come per gli atti di nascita, che non è prevista la presentazione del permesso di soggiorno.”
P.s. Con la sentenza 245 del 25/7/2011, la Corte Costituzionale è intervenuta per i matrimoni – che rientravano fra gli atti di stato civile negati a seguito dell’assenza del permesso di soggiorno – ed ha escluso «la legittimità di limitazioni di qualsiasi tipo alla libertà matrimoniale» perché il diritto a contrarre matrimonio costituisce un diritto umano fondamentale e come tale spetta «ai singoli non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani» e quindi la «condizione giuridica dello straniero non deve essere [..] considerata come causa ammissibile di trattamenti diversificati e peggiorativi».

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