Decreto sviluppo: blocca innovazione e riqualificazione energetica

Il coordinamento cittadino dell'organizzazione ecologista FareAmbiente manifesta le sue perplessità in relazione alle ultime modifiche legislative a livello nazionale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

«Il decreto sviluppo appena approvato dal Governo coglie gli obiettivi a metà perché pone dei seri rischi sull’innovazione e sull’efficienza energetica fondamentale per la messa in sicurezza dello stesso patrimonio edilizio del Paese». Ad affermarlo è il Coordinatore di FareAmbiente di Udine Vincenzo Tanzi, che aggiunge: «Da un lato si favorisce la riqualificazione urbana, politiche positive per il rilancio del settore edilizio, dall’altro si riducono, dal 55% al 50% gli incentivi legati al risparmio e all’efficienza energetica in edilizia».

«Un atteggiamento poco sensibile – secondo Tanzi – alle politiche che si rifanno al principio della sostenibilità ambientale e allo sviluppo sostenibile, poiché s’innalzano dal 36% al 50% gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie a prescindere dai contenuti ambientali». «Il decreto sviluppo in questo settore – dice Tanzi – pone seri rischi e segna una marcia indietro nei confronti del rispetto dell’ambiente optando sulla quantità e non sulla qualità di materiali nuovi, sicuri e non inquinanti. Per questo, nel nostro ambito siamo preoccupati. Udine con importanti aree dismesse, da riqualificare, seppur con l’evidente riduzione degli incentivi, chiediamo di procedere verso un forte impegno sull’innovazione nel campo dell’efficienza energetica». «Per FareAmbiente – concludendo – la vera scommessa per il futuro è la capacità che avrà la governance nel trasformare le città in green city, una serie di politiche che si rifanno al concetto della green economy un potenziale indispensabile per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione, ma anche nella consapevolezza dell’ambiente risparmiato».

 

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