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Bini: «Nei prossimi cinque anni una rivoluzione in agricoltura»

L’imprenditore Sergio Bini, presidente e fondatore della civica di centrodestra che appoggia Fedriga, e Attilio Vuga, agronomo ed ex sindaco di Cividale, spiegano le ricette di Progetto Fvg per la prossima legislatura

Un’unica regia tra produttori, trasformatori, distributori e consumatori, un super assessorato all’agroalimentare, facilitazione dell’accesso al credito: sono solo alcune delle proposte che Progetto Fvg mette in campo per la prossima legislatura, illustrate nel corso di una conferenza stampa dal suo fondatore, l’imprenditore Sergio Bini, e da Attilio Vuga, agronomo e già sindaco di Cividale del Friuli.

Bini

«Il settore agricolo e zootecnico in questi anni - spiega Bini - è stato bistrattato e versa in uno stato di profonda crisi. È uno dei settori che ha sofferto di più. Le nostre aziende, negli ultimi anni, sono state soggette a “shopping” da parte di aziende di altre regioni o da multinazionali, un evidente segno di debolezza, mentre nella zootecnia abbiamo assistito al fenomeno della ‘soccida’, dove di fatto marchi nazionali sono i veri padroni di molti allevamenti, ed in altri tanti casi ancora molti hanno chiuso la loro attività. È un evidente segnale di poca lungimiranza strategica e miopia politica. Il settore agroalimentare nel suo insieme può costituire una punta di diamante per l’economia regionale e un valore aggiunto per incentivare il turismo».

Credito

Ed ecco che Bini e Vuga snocciolano una ad una le cose da fare o da migliorare: facilitazione dell’accesso al credito («serve un piano di incentivazione a favore delle aziende agricole, non vergognamoci di copiare ciò che è stato fatto in Veneto - crediti, garanzie, consulenze»); miglioramento delle regole che stanno dietro al Psr («l’attuale piano ha creato molto malcontento, ritardi nell’emanazione dei bandi e nei pagamenti, facendolo diventare uno strumento troppo farraginoso e complicato, quindi serve semplificazione e maggiore efficacia dei finanziamenti»); rivoluzione del settore acqua («l’agricoltura si fa con la qualità dell’acqua, ed è quindi essenziale la trasformazione dei sistemi irrigui dagli attuali a scorrimento a quelli a pioggia o a goccia, che consentirebbero di risparmiare fino al 70%»); potenziare e continuare a finanziare la legge regionale 80 “fondo di rotazione” (“una delle poche snelle ed efficaci”); Pua, il piano di utilizzo agronomico effluenti zootecnici («rivederlo in chiave meno vincolante e concertato con le imprese agricole»). Infine, secondo Bini «vanno supportate con ogni mezzo le iniziative agricole giovanili, offrendo loro anche una base di partenza che non deve essere “solo contributi”, ma la possibilità di avere una massa critica di partenza adeguata, perché ad esempio, la quota di assegnazione di nuovi diritti di vigna a giovani agricoltori non può essere superiore ai mille metri quadrati».

?Vuga

«In questa campagna elettorale - spiega Attilio Vuga - ci si è concentrati in particolare su alcuni temi, come sanità, enti locali, immigrazione, ma non abbastanza su altri, che sono fondamentali per la prospettiva del Fvg, come quello zootecnico. Che ruolo può avere la Regione? Intanto Fedriga potrà sicuramente, conoscendo bene le regole romane, portare in Fvg cospicui finanziamenti. Poi dovremmo tagliare, e sono sicuro che lo faremo, la lentezza burocratica: non possiamo dare risposte in termini di finanzianti dopo anni. Snellire le pratiche è un nostro grande obiettivo. Inoltre la Regione può stimolare un tavolo di coordinamento per l’agroalimentare, una vera e propria filiera di trasformazione dei prodotti di qualità. L’amministrazione regionale dovrà essere centrale in tutto questo assieme anche alle associazioni di categoria, al sistema cooperativo, agli enti e alle istituzioni operanti nel settore».
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