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Serena Pellegrino

Serena Pellegrino

Pellegrino (Sel): “Il lavoro è un problema, non un'identità astratta"

L'architetto udinese spiega i motivi del suo impegno politico. "Le istituzioni devono aiutare i giovani ad avviare nuove attività. Nel campo dell'edilizia la green economy può essere una risposta"

Serena Pellegrino, architetto di Udine, durante le primarie del Fvg, è stata indicata come capolista (nelle liste è seconda dietro al governatore della Puglia) alla Camera per Sel. Il lavoro è una priorità per il partito di Nichi Vendola e l'occupazione può nascere da una riconversione ecologica dell'economia. Serena Pellegrino spiega come.

Come mai ha deciso di scendere in campo?
Perché voglio portare un contributo di creatività in un momento in cui l’urlo dei singoli e della “madre terra” è disperatamente forte.
Quali sono in questo momento le priorità a livello locale?
Il problema del lavoro chiama con forza. Tema che, se non trattato con chiarezza, rischia di trasformarsi in un’entità astratta. Il lavoro inteso come strumento di libertà dovrà essere declinato secondo due grandi priorità: cultura e ambiente, queste le due gambe su cui dovrà camminare il futuro della nostra società-
Quali le battaglie che porta avanti Sel e su che fronti?
La proposta di Sel è quella di essere promotrice di normative che prevedano una concreta riconversione ecologica dell'economia, promuovendo la difesa del territorio e del suolo: una proposta di riassetto idrogeologico, adattamento, messa in sicurezza e cura del territorio, questa la prima urgente grande opera pubblica di cui ha bisogno l’Italia.  Ecologia e economia alleate a difesa della salute dell’ambiente e degli individui.
Pensa che le pensioni rappresentino un problema da risolvere per gli italiani? Che cosa si potrebbe fare?
Le cattive normative dei decenni scorsi hanno fatto sì che il pensionato si sentisse e apparisse come un parassita sociale. E’ necessario ridefinire questa figura perché la ricchezza di un paese si misura anche dalla salute della sua popolazione e un individuo “sfruttato” sarà, a breve e inevitabilmente, un onere per la società. Dare quindi la possibilità di essere pensionati ad una età “congrua” rimette in atto il volano relazionale e il rapporto tra generazioni: inestimabile valore aggiunto. Alla luce di questo pensiero la spesa relativa ai costi dei pensionati è un falso problema.
Sul fronte occupazionale, anche in Fvg, la situazione è ancora critica soprattutto per i giovani, cosa fare?
Le giovani generazioni hanno avuto la grande possibilità di vivere in un paese e in un’epoca in cui hanno avuto l’opportunità, in linea di massima, di studiare senza doversi garantire gli studi con il proprio reddito. Questo ha permesso che si sviluppasse un grande bacino di professionisti altamente qualificato ma non collocabile venendo a mancare da un lato il ricambio generazionale e dall’altro una adeguata politica giovanile. Per fare un esempio: la regione Puglia promuove l’attuazione di progetti, come i contributi a fondo perso per dare la possibilità ai giovani di avviare un'attività.

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