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De Monte: “riformare le istituzioni e tutelare la specialità della Regione”

La candidata al Senato, arrivata al primo posto nelle primarie del Pd, crede nella riduzione della spesa pubblica: "incentivare tecnologia e innovazione per nuovi posti di lavoro"

Isabella De Monte, classe 1971, avvocato e sindaco di Pontebba è la candidata alle primarie per parlamentari del Pd che ha ricevuto più voti. Alle politiche 2013 corre per il Senato della Repubblica, dove è seconda nella lista del PD in Friuli Venezia Giulia. Ci ha raccontato i suoi obiettivi e le ragioni del suo impegno in politica.

Perché si è candidata?
La mia candidatura è frutto di una decisione unitaria dei circoli del Coordinamento dell’Alto Friuli e del gemonese. Il sostegno ha trovato un’importante condivisione anche in altri comuni della provincia di Udine. Questa unità è stata determinante: essere componente di un partito significa seguirne l’orientamento e attuare in modo convinto le scelte.

A livello regionale quali sono nodi da risolvere e le rivendicazioni da portare avanti sul fronte nazionale?
Occorre sviluppare un’attività di programmazione concreta, soprattutto in materia di riforma delle autonomie locali. Non possiamo pensare di ridurre la spesa negli enti più prossimi ai cittadini senza pensare a una riorganizzazione globale del sistema pubblico. A livello nazionale va salvaguardata la specialità di un territorio che ha avuto la capacità di attuare un sistema sanitario regionale.

Come vede una possibile abolizione delle province e la riduzione dei rappresentanti politici in regione?
Ritengo necessaria una revisione non per singoli livelli istituzionali bensì nella sua globalità. È necessario rivedere le competenze degli enti per far sì che vengano ridotte le sovrapposizioni burocratiche che rallentano i procedimenti amministrativi. È essenziale ridurre la spesa per la politica ma altrettanto importante è semplificare l’apparato pubblico in generale.

Quali sono le azioni, secondo lei, per uscire dalla crisi e offrire più opportunità di lavoro?
Da un lato non possiamo ingessare gli enti locali limitando fortemente le possibilità di mettere in cantiere opere pubbliche; questo riduce le possibilità di lavoro per imprese, artigiani e professionisti. Dall’altro in periodi di crisi vanno incentivate le soluzioni che incrementano lo sviluppo o che attuano innovazioni nel settore del risparmio energetico.

A livello locale che cosa si può fare sul fronte occupazionale?
Le strategie localistiche a mio avviso possono fare ben poco. Occorrono una programmazione regionale degli interventi e una forte coesione territoriale focalizzata sullo sviluppo ritenuto idoneo per una determinata area geografica.

Le donne in politica sono ancora troppo poche?
Sì, è vero, ma il Pd si sta dimostrando fortemente innovativo nell’attuare le primarie e nel favorire una maggiore presenza delle donne in politica. La realtà di altri partiti è ben diversa e di questo dobbiamo essere consapevoli!

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