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Lunedì, 29 Novembre 2021
Elezioni

Regionali 2018, l'appuntamento visto da due giovani candidati

Parlano Pietro Antonini (Cittadini per Bolzonello) e Michele Di Giusto (Lega)

La politica non è cosa per giovani? Osservando le candidature per le regionali nel collegio di Udine e soffermandosi sull’età degli aspiranti consiglieri pare proprio di si. Nativi degli anni ’90 sono nati solamente Fabio Antonio Manzini - 22enne del Partito Democratico -, Giorgia Gandin - 23enne di Open Sinistra Fvg -, Riccardo Prisciano - 27enne di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale -, Pietro Antonini - 24enne di Cittadini per Bolzonello - e Michele Di Giusto, 25enne della Lega. Proprio con gli ultimi due candidati abbiamo fatto quattro chiacchiere sul loro impegno per questa tornata amministrativa, scoprendo più di qualche punto d’incontro sul modo di intendere la politica degli under 30, pur appartenendo a schieramenti contrapposti. 

Antonini: «Manca la giusta comunicazione»

«La politica  mi è sempre interessata  - attacca Pietro, di professione consulente di marketing -. Mi piace andare al cuore delle cose, sono un tipo molto pragmatico e penso di essere adatto per questa avventura. I miei esordi li ho fatti a scuola, al liceo “Copernico”, dove ho fatto il rappresentante d’istituto per due anni». Per Antonini la passione per la “cosa pubblica” tra i coetanei manca «per la lontananza del mondo della politica dalla vita delle persone, ma anche per la totale assenza di capacità di comunicare». «Per lavoro - spiega - mi occupo anche di questi aspetti, e paragonando la capacità di veicolare messaggi della politica rispetto a un privato il divario è enorme. Il ritardo è quantificabile in circa dieci anni».  Secondo Antonini il problema non sono prettamente i contenuti a tenere lontano le persone quindi, ma il modo di esporli: «Riconosco gli errori fatti dalla mia componente negli anni e i vantaggi che invece altri hanno saputo cogliere. Se guardiamo al Movimento 5 Stelle va riconosciuto che sono stati in grado di sfruttare leggermente meglio le nuove dinamiche della comunicazione in modo più efficace».

Di Giusto: «C’è disaffezione, sembriamo scottati»

Anche Michele Di Giusto, come Antonini, ha mosso i primi passi da candidato a scuola. «La passione c’è sempre stata, e dopo le prime esperienze da studente mi sono misurato con le comunali del 2016 a Majano, dove risiedo, prendendo più voti di tutti e diventando capogruppo in Consiglio oltre che segretario della locale sezione della Lega». Per Di Giusto la questione del distacco generazionale è sintetizzabile nella «cattiva nomea dell’ambiente. C’è disamore, disaffezione. Pare che siamo tutti scottati da tanti anni in cui le cose non sono andate per il meglio. Io non mi faccio condizionare però, perché tengo parecchio al buon governo. Penso che in questo senso la Lega possa dare tanto, rappresentando l’unico vero cambiamento possibile, in maniera coerente con i propri valori».
 

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