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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Comunali 2023

La corsa a palazzo D'Aronco di Mauro Tonino: "Sarò un sindaco che va in giro per la città"

Il candidato del Blocco Civico ribadisce con orgoglio il fatto di essere nato e cresciuto a Udine. "Voglio un'amministrazione più trasparente e autorevole con i Comuni vicini. Non si diventa capitale del Friuli solo dichiarandolo"

Mauro Tonino, classe 1959, è l’immagine per le comunali del prossimo mese di aprile del Blocco Civico, il movimento che ha avuto origine dall’iniziativa di Marco Belviso. Funzionario regionale di professione, scrittore per diletto, orgoglioso delle origini udinesi, Tonino crede di poter dire la sua, inserendosi nella corsa che – per il momento – vede in gara il primo cittadino uscente Pietro Fontanini per il centro destra, Alberto Felice De Toni per il centro sinistra, Stefano Salmè con le sue liste civiche di destra (domani la presentazione alle 15, all’hotel Là di Moret) e Ivano Marchiol per Spazio Udine e altre due liste (sempre domani anche il suo debutto ufficiale, ore 12 al Vecchio Tram in piazza Garibaldi)

Tonino, ma chi glielo fa fare?

“C’è uno spazio da riempire a centro destra. Da soli è faticoso, ma ce la possiamo fare. Nelle iniziative che sono state organizzate di recente col Blocco Civico, come le presentazioni dei libri di Francesco Borgonovo e Fausto Biloslavo, abbiamo capito che c’era vuoto culturale da sanare. Essendo nato a Udine e residente in città poi ho pensato che fosse il caso di impegnarsi”. 

La prima carenza che le viene in mente della città?

“Mancano un po’ di cose. Girando per il centro, specie nelle vie principali ci sono tante saracinesche abbassate Se un sindaco abita in un territorio e lo vive si accorge immediatamente che c’è un problema. Il pubblico dovrebbe dare il buon esempio sul tema esercizi sfitti, ma con Contarena, Savio e Zecchini non lo fa”. 

Poi?

“Manca una vera politica dei grandi eventi, bisogna immaginarla diversamente. Quello che c’è e che viene vantato come un appuntamento di alto livello, Friuli Doc, deve tornare allo spirito originario di promozione del territorio, non una sagra com’è adesso. Se osserviamo chi ci sta accanto, Trieste con la Barcolana e Pordenone coi libri, si capisce subito come si dovrebbe fare”.

Cosa deve saper fare un sindaco?

“Deve vivere la città, frequentandola, non solo in campagna elettorale. Deve pretendere trasparenza dalla macchina pubblica e da noi non ce n’è abbastanza. In più deve impegnarsi per restituire a Udine il ruolo di capitale del Friuli, che non si ottiene solo dichiarandolo, ma avendo autorevolezza, che si acquisisce dialogando coi sindaci del circondario. Sennò non si può fare sistema”. 

La prima cosa che farà una volta vinte le elezioni?

“Andrò nel Quartiere delle magnolie, come piace chiamarlo a me e non “Borgo stazione” e metterò in pratica quanto sto promettendo, cioè garantire maggiore sicurezza a quella zona, grazie a una maggiore sinergia con le forze dell’ordine. In questi ultimi cinque anni si è fatta propaganda sul tema, si è illuso molto i residenti e non si è realizzato nulla. Poi abbasserò le tariffe dei parcheggi. Non possiamo pretendere che la gente da fuori venga a Udine se deve pagare così tanto per posteggiare l’auto”.


 

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