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Salvini non parla di Tondo, il Palamostre inneggia a Fedriga

La posizione dei militanti è chiara, meno quella del leader nazionale del partito, che invece di dirimere la matassa sulla corsa regionale prende tempo e rimanda la questione. «Avete avuto tante settimane di pazienza, portatene ancora per qualche ora»

Lo scorso 19 febbraio, in occasione della sua ultima visita in Friuli, aveva lanciato il proclama «vinceremo le politiche, in Regione e in Comune». Il primo terzo dell'operazione gli è riuscito, ma ora a Matteo Salvini mancano gli altri due, tutt'altro che facili. Il passaggio più impegnativo è quello riguardante la corsa in Regione. Quelli che furono i padani (ma in tanti si considerano ancora tali) non vogliono sostenere la candidatura di Renzo Tondo, e non hanno mancato di farlo notare anche oggi a più riprese.

Prima tappa Reana

«Non voglio partecipare per perdere» ha dichiarato fuori dalla sede leghista rojalese il tarvisiano Stefano Mazzolini, mentre all'interno imperversava una discussione tra il segretario nazionale e i dirigenti del partito che non ha trovato ancora una soluzione. 

L'arrivo di Salvini a Reana

Esaurita la fase del confronto ci si attendeva un chiarimento, ma nulla da fare. A quel punto le speranze si sono concentrate sull'appuntamento del Palamostre, dove si è trattato di tutto - lancio di Fontanini alla carica di sindaco compreso -, dalla consapevolezza di aver fatto un grande risultato nazionale all'importanza della squadra rispetto al singolo, dalle critiche alla "Fornero" ai complimenti a Putin per le elezioni, dal pericolo Islam alla necessità di mandare a casa Serracchiani e Bolzonello. La questione regionali è stata però evitata. A un certo punto la sala ha iniziato a rumoreggiare inneggiando a Max Fedriga,  ma Matteo ha retto nuovamente l'urto. «Tocca portare ancora un po' di pazienza» ha commentato alla fine. Gli elettori saranno d'accordo?

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