Il TAR respinge i ricorsi: elezioni valide a Udine e in Regione

La giustizia amministrativa conferma il risultato delle urne. Honsell: "Mai avuto dubbi che la volontà degli elettori sarebbe stata perfettamente rispettata"

Palazzo D'Aronco

“Non ho mai avuto dubbi che la volontà degli elettori sarebbe comunque stata perfettamente rispettata. Sono molto lieto che il tribunale abbia riconosciuto questo principio come il più importante, al di là delle superficialità burocratiche”.

Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, commenta a caldo la sentenza della Prima sezione del Tar del Friuli Venezia Giulia che questa mattina, 11 luglio, si è definitivamente pronunciato rigettando il ricorso presentato, tra gli altri, dall’ex consigliere comunale Piergiorgio Bertoli. Un ricorso in cui si chiedeva l’annullamento della decisione della Commissione elettorale circondariale per l’ammissione della lista dei candidati alla carica di consiglieri comunali del Partito Democratico.

Nella sentenza appena depositata, infatti, si legge che “l’irregolarità pur riscontrata non è tale né dal punto di vista formale né sostanziale dal porre nel nulla elezioni regolarmente effettuate e in relazione alle quali la volontà dell'elettorato si è regolarmente espressa”.

Motivo del ricorso era stata la data di autenticazione della lista dei candidati Pd apposta dall’allora segretario cittadino Carlo Giacomello, che per “mero errore materiale” aveva sottoscritto il foglio scrivendo 21 marzo, anziché 16 marzo, data in cui le firme dei candidati stessi erano state apposte. Il Collegio del Tar ha dunque stabilito che le discrasie o mere irregolarità non rientrano tra gli elementi sindacabili dalla Sottocommissione elettorale circondariale” e non ha rilevato “la presunta incongruenza, derivante dalla comparazione tra due date, peraltro non comparabili tra di loro in quanto dotate di una valenza giuridica affatto diversa, perché solo quella apposta nell’autentica fa fede fino a querela di falso, nel caso non proposta”.

Soddisfazione per la sentenza è stata espressa anche dall’assessore alla Pianificazione Territoriale, nonché all’epoca dei fatti segretario cittadino del Pd, Carlo Giacomello. “Essersi voluti ostinare su questa strada – commenta – non è stato altro che una pura e semplice strumentalizzazione politica. Quello che è stato grave, comunque, è aver voluto mettere in dubbio la volontà dei cittadini udinesi perché chi ha promosso questo ricorso al Tar è la stessa persona che, in campagna elettorale aveva invitato i cittadini a non votare Partito Democratico perché il loro voto sarebbe stato annullato dal ricorso che lui stesso avrebbe presentato. Fin dall’inizio – prosegue Giacomello – era chiaro che c’erano i presupposti per una nostra vittoria al Tar, così come era chiaro che si trattava di un semplice errore formale, come lo aveva definito la stessa Commissione elettorale circondariale e come era chiaro anche dopo l’archiviazione dell’esposto presentato in Procura per lo stesso motivo”.

Stessa sorte in Regione, dove il ricorso del centrodestra è stato in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile dal Tar. La coalizione uscita sconfitta dalle elezioni del 21 e 22 aprile aveva voluto chiedere una verifica sull'attribuzione dei voti.

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