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Luca Dordolo in un'immagine d'archivio

Luca Dordolo in un'immagine d'archivio

Dordolo: " è necessario abbassare l'IMU almeno del 3 per mille"

Il capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord presenterà un emendamento in sede di bilancio di previsione 2012, allo scopo di "erodere" la percentuale della tassa, giudicata iniqua e oppressiva

La Lega Nord, per bocca del suo capogruppo consiliare Luca Dordolo, annuncia battaglia in sede di bilancio di previsione 2012 del Comune di Udine.  Il politico del Carroccio fa sapere che "l’IMU sulla prima casa deve essere abbassata almeno al 3 per mille. Non si possono tartassare giovani coppie, famiglie e anziani, friulani che da sempre hanno fatto e fanno della casa di abitazione il sogno e l’obbiettivo della propria vita, che per questa si indebitano e si sacrificano e da cui non ricavano alcuna rendita- dichiara infatti Luca Dordolo capogruppo leghista in consiglio comunale a Udine". 

Dordolo si rivolge direttamente anche al primo cittadino udinese: "il sindaco Honsell non può non tener conto di questo aspetto importantissimo per la nostra gente, piuttosto tagli su altre spese ideologiche, come gli aiuti agli stranieri non previsti dalla legge regionale, o spese superflue come il sontuoso arredamento verde urbano a cui l’assessore Croattini ci ha abituato in questi anni ; o anche spese meno impellenti come le centinaia di migliaia di euro destinati per il potenziamento del bike sharing che non sembra avere il successo sperato dall’assessore Pizza. Ed ancora su consulenze e viaggi istituzionali, su dubbie operazioni culturali dell’assessore Reitani, tutto ciò che è possibile per recuperare quel milione e settecentomila euro che verrebbero a mancare con l’abbassamento di un millesimo di IMU sulla prima casa".

Dordolo chiude con una promessa: "la Lega Nord  di Udine si impegnerà con un emendamento in sede di bilancio ad alleviare questa imposta particolarmente iniqua per i friulani, i cui proventi, grazie al governo Monti che così l’ha varata, invece di portare servizi e benefici al territorio da cui proviene il gettito, finiscono per metà al governo centrale di Roma a coprire altre spese e soprattutto altri sprechi".

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