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lo sfidante

Tra inglesismi, metafore ingegneristiche e citazioni: è lo stile De Toni

L'ex rettore, uomo di punta del centro sinistra, si è presentato alla città come sfidante l'attuale primo cittadino Pietro Fontanini

Lui l'ha definita "eroica", per i tempi stretti in cui è stata organizzata. Più che altro la presentazione con cui Alberto Felice De Toni ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Udine si potrebbe dire che lo rispecchia perfettamente. Veloce, senza fronzoli (eccezion fatta per l'aperitivo finale, ma è pur sempre Natale), all'insegna del pragmatismo. Lui e il gruppo che – per ora – ha riunito intorno a sé (anche se sarebbe più corretto dire che è il gruppo ad averlo messo al centro), volevano uscire allo scoperto prima delle feste e così è stato. 

Come si presenta

La prima cosa che salta all'occhio è la lunga tavola della "convergenza di forze", come l'ha più volte definita lo stesso De Toni. Attorno a lui erano presenti in nove, a rappresentare i soggetti civici e politici che lo sostengono. Grandi assenti Movimento Cinque Stelle e Prima Udine (ma la sinistra udinese è in realtà composta da molti altri soggetti ieri non presenti): così sarebbero stati undici, uno in meno degli apostoli. A voi decidere se scomodarsi in evangelici parallelismi e che ruoli attribuire e a chi. 

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Seconda cosa che salta all'occhio, le bandiere, ovvero come fare una dichiarazione d'intenti senza parlare. Sul tavolo dei relatori e delle relatrici, da sinistra a destra, la bandiera dell'Unione Europa, quella del Friuli e quella italiana. A sinistra la bandiera di Udine e a destra quella della pace. Non è difficile immaginare cosa abbiano voluto testimoniare De Toni & co. con questa scelta: "Siamo udinesi, sì, siamo friulani, vero, ma siamo in grado di guardare oltre, oltre i confini regionali e nazionali. O almeno ci proviamo, così come strizziamo l'occhio a quei valori che da sempre sono attribuiti alla sinistra (pace, inclusività, uguaglianza...) e che la destra non vuole ostentare anche se dovrebbero essere universali". Corregeteci se sbagliamo.

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Lo slang

Inglesismi ma non solo, citazioni letterarie, cinematografiche, riferimenti a realtà altre: il linguaggio di Alberto Felice De Toni attinge da più parti e ascoltandolo bisogna destreggiarsi tra parole come "claim", "rapporter" ma anche tra metafore con il mondo tecnico da cui arriva, con riferimenti alla chimica e alla fisica, ad esempio. D'altronde lui non è solo un uomo accademico, ma è anche uomo "di mondo". «È con una profonda convinzione che intendo mettere a disposizione di Udine e del territorio friulano la passione, l’esperienza, e le competenze acquisite nella guida di realtà complesse come l’Università di Udine prima e la rete delle Università Italiane poi. Con questo spirito e in questa prospettiva ho maturato esperienze gestionali e amministrative come presidente di Agemont, di Telefriuli, della Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, dell’Organo di valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità, vice presidente di Friuli Innovazione e di Area Science Park e lanciato a suo tempo “Cantiere Friuli». Questo l'elenco di ruoli sciorinato per rispondere alle critiche di chi gli dice che non è un amministratore. A noi questa lista è servita maggiormente per ricordarci che la sua esperienza "fuori" dalle istituzioni gli ha regalato (anche) un linguaggio più aperto di chi dentro le istituzioni ci vive da sempre. Invece del friulano tanto caro a Fontanini, De Toni usa spesso e volentieri l'inglese. E se il sindaco uscente sappiamo che li parla entrambi, aspettiamo di sentire il candidato di centrosinistra esprimersi fluentemente anche in marilenghe

L'esperienza

Dice che la sua candidatura arriva dal basso, ma sappiamo che il suo nome rimbalza da tempo (anni, non mesi) negli ambienti cittadini. De Toni ha talmente tanta esperienza da saper convincere l'uditorio di essere capitato lì quasi per caso. Invece lui fa la sua apparizione e in venti minuti elenca quasi tutti gli aspetti rilevanti per il rilancio di Udine (ad esempio, nessun accenno all'ambiente, nei dieci punti del catalogo). La quasi totale mancanza di fronzoli nei suoi discorsi è frutto del suo pragmatismo professionale, d'altronde è un ingegnere abituato a dover portare a casa il risultato con la più alta precisione nel minor tempo possibile. È veloce di pensiero e sa stare nei botta e risposta, a volte rifugiandosi in una sagace ironia, a volte delegando le risposte spinose ("non un uomo solo al comando, ma una squadra coesa", dice) e altre volte tirando fuori dal cilindro esempi e metafore che nell'immediato sono difficili da confutare. Furbo? Sì, ma soprattutto esperto. Chissà se basterà nei confronti diretti con l'altrettanto scafato Fontanini. 

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