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Liguori (Cittadini): «Il secondo tempo della partita si gioca sul territorio e tra le mura domestiche»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Nella riunione di terza commissione consiliare regionale (sanità) che aveva ad oggetto il confronto tra l’assessore alla salute Riccardo Riccardi ed i consiglieri regionali, la Consigliera dei Cittadini Simona Liguori ha portato il tema dei pazienti Covid-19 in cura domiciliare, che, ai dati attuali, sono circa 1150 nella Regione Friuli Venezia Giulia. «Mentre negli ultimi giorni il calo della curva epidemica ha leggermente fatto calare i ricoveri nelle terapie intensive degli ospedali - ha spiegato Liguori - diventa sempre più cruciale porre attenzione alle modalità con le quali ci si prende cura delle persone COVID-19 positive che sono a casa. A tal proposito avevamo depositato un quesito scritto circa le USCA, ovvero le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, da istituire ai sensi dell’articolo 8 del Decreto Legge n. 14 del 9 marzo 2020 e che dovrebbero essere il cuore della presa in carico dei pazienti in cura domiciliare, monitorizzando le loro condizioni cliniche. Nella interrogazione scritta ho chiesto quindi se e quante Unità speciali di continuità assistenziale siano ad oggi operanti sul territorio della Regione e quanti pazienti abbiano preso in carico e con quali protocolli. Spiace constatare che durante la Commissione odierna non ci sia stata fornita alcuna risposta in merito. Ma, quello che conta sono i fatti e cioè che tramite le USCA si possano intercettare in tempo quei malati domiciliari che l’infezione da COVID-19 può fare precipitare rapidamente, da uno stato clinico di sintomatologia lieve alla “fame d’aria”.

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