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Giovedì, 9 Febbraio 2023
trasporto pubblico locale

Carenza di personale, stipendi ridotti e corse tagliate "sempre più critica la situazione di Arriva Udine"

Porta la firma di Federico Pirone, e dei consiglieri comunali Capozzi, Liano, Venanzi e Patti, l'interrogazione urgente con cui si chiede come intende procedere l'Amministrazione comunale in merito

Una situazione che negli ultimi mesi si è fatta sempre più problematica quella evidenziata dal consigliere comunale Federico Pirone sull'azienda che si occupa del trasporto locale Arriva Udine. Una cronica carenza di personale, turni di 12 ore su 6 giorni su 7, riduzioni di stipendio, tagli ingiustificati delle ferie, corse tagliate o ridotte e, infine, alcuni servizi subappaltati ad aziende terze. Queste le criticità evidenziate dal capogruppo di Progetto Innovare. Per questo ha presentato un'interrogazione urgente al sindaco Pietro Fontanini, firmata anche da altri consiglieri comunali Maria Rosaria Pompea Capozzi, Domenico Liano, Alessandro Venanzi e Lorenzo Patti, per sapere cosa intende fare l'Amministrazione pubblica di fronte a questa grave situazione.

Nel dettaglio

In particolare nel documento si chiede al primo cittadino come mai "non siano intervenuti, anche nei confronti della Regione, di fronte a questa grave condizione denunciata in questi mesi dalle organizzazioni sindacali e dalle lavoratrici e dai lavoratori di Arriva Udine (ex Saf) in merito alla situazione lavorativa del personale dell’azienda e del servizio fornito alla cittadinanza". Inoltre, viene posto il quesito sui progetti del Comune sulla mobilità sostenibile e sul progetto dei bus navetta che dovrebbe partire questo dicembre. Si domanda: "se il servizio di corse garantito da bus navette verrà effettuato, se sarà garantito da personale neoassunto o in straordinario e che tipo di frequenza avrà, a garanzia di efficienza e sicurezza, con certezza di riposi, ferie e orari rispettosi delle norme in vigore".

Il testo dell'interrogazione urgente

I sottoscritti consiglieri comunali,

Preso atto dalla stampa della difficile situazione denunciata in questi mesi dalle organizzazioni
sindacali delle lavoratrici e lavoratori di Arriva Udine (ex Saf) in merito alla situazione del
personale dell’azienda e del servizio fornito alla cittadinanza, ovvero
- Carenza di personale in perenne sotto-organico (circa il 10 % in meno)
- Licenziamenti, soprattutto dimissioni di personale con anzianità ultra ventennale
- Turni spalmati 6 giorni su 7 e comprensivi di diverse ore di straordinario (anche 12 h al giorno)
- Riduzione dello stipendio, comunque già poco adeguato anche ad un crescente costo della vita e al lavoro svolto per professionalità e impegno in termini di rapporto tra lavoro e vita privata
- Ulteriore taglio delle ferie, comunicato un paio di settimane fa dall’azienda (già nel 2014 ci fu l’intervento del prefetto per la cronica carenza di personale)
- Corse tagliate e già ridotte rispetto al passato (ad es. la linea 1 urbana, la cui frequenza è di 9 minuti con i precedenti 7 minuti)
- Subappalto di molte corse extraurbane e di una parte delle officine di riparazione e di
manutenzione dei mezzi presso la sede di Arriva Udine in via del Partidor 13 a Udine.

Appurato che da parte delle organizzazioni sindacali è già stato deciso lo stato di agitazione dopo l’incontro avuto in data 18 novembre u.s. con la società e che, in mancanza di risposte, è probabile l’indizione di uno sciopero;
Preso atto che il comune di Udine detiene il 21,02 % delle quote di Arriva Udine S. P. A. ed esprime il vicepresidente, dott. Massimiliano Marzin, del Cda, nonché beneficia annualmente di entrate da dividendi (il dividendo da esercizio 2019 è stato pari a 706.289,04 euro, nel 2020 647.431,62 euro, nel 2021 88.286 euro, nel 2022 zero euro);
Rilevato che il comune di Udine ha, in più occasioni, annunciato di voler istituire un servizio dicorse garantito da bus navette a nord e a sud del centro storico;
Considerata l’assoluta importanza che riveste il servizio di trasporto pubblico per la comunità di Udine e di tutto il Friuli, a cominciare dalla cosiddetta utenza debole, per i collegamenti con i servizi fondamentali garantiti a chi abita nei quartieri periferici e nei comuni limitrofi alla città;
Considerato che un servizio non all’altezza ha ricadute negative nella promozione di una mobilità sostenibile in quanto alternativa all’uso dell’auto privata;
Auspicato, anche se ora non si intravvedono spiragli di risoluzione, che questa situazione venga positivamente risolta a favore dei lavoratori e del servizio, e che questo non sia un segnale di disimpegno da parte di Arriva verso Udine e il Friuli;

INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA

Per sapere come mai non sono intervenuti, anche nei confronti della Regione, di fronte a questa grave condizione denunciata in questi mesi dalle organizzazioni sindacali e dalle lavoratrici e dai lavoratori di Arriva Udine (ex Saf) in merito alla situazione lavorativa del personale dell’azienda e del servizio fornito alla cittadinanza;

per sapere cosa intendono fare di fronte a questa grave situazione;

per sapere se il servizio di corse garantito da bus navette verrà effettuato, se sarà garantito da personale neoassunto o in straordinario e che tipo di frequenza avrà, a garanzia di efficienza e sicurezza, con certezza di riposi, ferie e orari rispettosi delle norme in vigore.

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