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Palazzo D'Aronco apre le porte ai cittadini per la realizzazione di una città inclusiva

C'è tempo fino al 18 giugno per presentare il proprio contributo sul Peba, il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche adottato a Udine

Un lavoro minuzioso durato quasi due anni per rilevare tutti i punti critici del centro storico di Udine. Il Peba, il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, è arrivato ormai alle battute finali. Ci racconta l'assessora all’urbanistica Giulia Manzan: “ È un progetto che non deve rimanere chiuso in un cassetto, deve essere considerato sempre in evoluzione e serve a fare interventi che rendano la città fruibile per tutti. Per questo, fino al 18 giugno, tutti i cittadini possono consultare i documenti e dare il loro prezioso apporto per consolidare le informazioni in esso contenute. Che saranno poi la base per gli interventi dei lavori pubblici in città. Essendo digitale è di facile consultazione anche in questa fase, non solo dopo che sarà approvato”.

Che cos’è il Peba

Si tratta di uno strumento operativo e agile che rileva le barriere architettoniche e le criticità ambientali, identifica le soluzioni per la loro eliminazione, ne stima i costi  e definisce le priorità tra gli interventi e programma i tempi di esecuzione. Un percorso progettuale sempre in divenire.

A Udine

Sono stati mappati 31 chilometri del centro di Udine individuando 160 tipologie di criticità. Il risultato ha fatto rilevare quattromila cento tre ostacoli. Il costo stimato per abbattere tutte queste barriere architettoniche è di circa dieci milioni di euro. “Non abbiamo pensato solo ai disabili – ci dice l’assessora Giulia Manzan – “ci sono interventi che si riferiscono alla mobilità di anziani e bambini. Abbiamo intrapreso un percorso di dialogo, confronto e partecipazione di cui andiamo orgogliosi con tutti i portatori di interesse, con la collaborazione del Criba, Regione e dell'UniUd”. Manzan ha aggiunto: “Ogni singola criticità ha una sua scheda. È stata mappata e fotografata. Queste informazioni sono a disposizione di ogni ufficio competente. Per cui quando si andrà ad intervenire in una via della città si potrà vedere quali sono le criticità ad essa collegate e lavorare in sinergia per risolverle. Una volta che la criticità è stata eliminata questa viene depennata dall’elenco. Così non si sprecheranno risorse inutilmente”. L’assessora afferma: “Ci sono anche scale di priorità per cui si potrà intervenite anche sulle singole problematiche in caso di urgenza senza aspettare di essere inseriti in lavori pubblici più complessi”. In pratica i punti segnalati come problematici o verranno sistemati con lavori ad hoc qualora fossero finanziati oppure inseriti in un progetto più ampio quando si interverrà su determinate aree. “Il Peba sarà quindi sempre consultabile ogni volta che si partirà con dei nuovi lavori.” – dice l’assessora – “Fino al 18 giugno saranno i cittadini a poterlo consultare per portare il loro contributo. Tutto il materiale è disponibile online o ci si può rivolgere agli uffici competenti”. E Manzan conclude: “un ulteriore passo verso la realizzazione di una città inclusiva”.

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