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Il centrodestra udinese è compatto per il no al referendum

A Palazzo D'Aronco è stata indetta una conferenza stampa con la presenza di numerosi esponenti di opposizione, uniti anche per "un programma comune" in vista delle prossime Comunali

Una conferenza stampa per ribadire in modo unitario l’Unità del centrodestra udinese, sia come appartenenza con un programma comune in vista delle prossime Elezioni Comunali, sia per il prossimo appuntamento del referendum costituzionale sui poteri del Capo del Governo, sul Senato e sulle Regioni oltre alla Legge elettorale con la condivisione formale nel "comitato del no": è stata quella indetta dalle liste di riferimento del Centrodestra Udinese in primis Identità Civica (capogruppo Loris Michelini) e Per Udine (capogruppo Paolo Pizzocaro).

Michelini ha ribadito i motivi della contrarietà alla legge costituzionale: «Non supera il bicameralismo - si legge in una nota-, anzi crea conflitti tra Stato e Regioni, tra la Camera dei Deputati e il nuovo Senato e diminuisce l’Autonomia della nostra Regione in quanto prima erano previste clausole favorevoli rispetto agli Statuti Speciali  mentre, se venisse approvata la legge si prevede il successivo adeguamento alla riforma da parte delle regioni a Statuto Speciale. Sapendo che l’attuale Presidente Serracchiani è la Vice segretaria nazionale del PD possiamo supporre quale sia l’esito e soprattutto quale potere finanziario abbia poi la nostra Regione di fronte allo stato (lo abbiamo visto nell’accordo Serracchiani – Padoan dove la ns. Presidente ha rinunciato volutamente alle cause costituzionali che erano già vinte in partenza,e questa la dice lunga ). In seguito poi il potere di coordinamento della finanza pubblica è stato eretto a competenza esclusiva dello Stato».

Secondo il consigliere di opposizione, «non diminuiscono i costi della politica in quanto è stato accertato che i costi del Senato diminuiscono solo di 1/5 . Bastava ridurre lo stipendio del 20% dei parlamentari è tutto era risolto invece si voleva e si vuole fare tutt’altro, si vuole cioe’ togliere il potere ai cittadini nell’eleggere il Senato consegnandolo ai Partiti ovvero al Partito che vince per un voto la nomina dei Senatori.
Proprio per sottrarre potere ai cittadini si vuole aumentare da 50.000 firme a 150.000 firme i disegni di legge di iniziativa popolare. La chiamano riforma ma non è riforma è una imposizione giunta dall’alto, fatta da chi non è stato eletto democraticamente ma solo su nomina e addirittura frutto di rappresentanti eletti con una legge Incostituzionale (porcellum) e gli stessi propongono la variazione della Costituzione e la dipingono come innovativa mentre va a rafforzare il potere centrale  a danno delle Autonomie, del federalismo e del decentramento tanto sostenuto dai nostri padri costituenti. Ma non era la Sinistra che diceva sempre “guai a  toccare la Costituzione e lo stesso Honsell con il PD e la sua Giunta che durante le festività del 25 aprile urlava la difesa incondizionata della Costituzione italiana. Per dire la verità i Sindacati e la CGIL si sono espressi per il "no" ma la gran parte del PD invece la difende».

Infine per Michelini «Vengono istituite le città metropolitane quando avevano dichiarato che in Regione le UTI non avrebbero un Capoluogo con poteri e trattamenti migliori». Inoltre «non garantisce un equilibrio all’interno dei vari Poteri Costituzionali  dello Stato che per anni i nostri padri costituenti hanno impostato come ordine democratico ( sia gli Organi di Garanzia – Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale tutto in mano alla maggioranza che a fronte del premio con la nuova legge elettorale    è sufficiente governare il Paese con il 25% dei consensi)».

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