Centri antiviolenza come sistema di servizi, la Giunta regionale accoglie un ordine del giorno dei Cittadini

Liguori: «Impegnata la Giunta a garantire alle vittime di violenza continuità e omogeneità dei servizi all sull’intero territorio regionale»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Le attività dei Centri Antiviolenza potranno essere garantite ed erogate come Servizi alla Persona in modo continuativo ed omogeneo su tutto il territorio regionale, superando di fatto la logica dei progetti. È questa l’importante novità emersa ieri dal Consiglio regionale grazie a un apposito Ordine del giorno presentato dalla consigliera dei Cittadini Simona Liguori, proposta che la Giunta ha accolto facendola propria. «La legge regionale 17/ 2000 – ha spiegato Liguori – prevede la realizzazione di progetti antiviolenza e l’istituzione di centri per donne in difficoltà che favoriscano e promuovano interventi di rete tra istituzioni, associazioni, organizzazioni, enti e figure professionali per affrontare, prevenire e combattere le violenza contro le donne. Potenziare le forme di assistenza e sostegno alle vittime e ai loro figli è un obiettivo che come Cittadini ci siamo posti fin dall’inizio di questa legislatura e la proposta fatta oggi in Aula va proprio in questa direzione. Nei vari incontri avuti con i volontari e gli addetti ai lavori che operano nei Centri regionali, abbiamo appreso la necessità di avere maggiori garanzie nel sostegno delle attività svolte. Da qui la proposta fatta al Consiglio e alla Giunta affinché le attività dei Centri Antiviolenza, superando la logica dei Progetti, siano in futuro garantite ed erogate come Servizi alla persona in modo continuativo ed omogeneo su tutto il territorio regionale. Il tema della violenza di genere – ha concluso Liguori – è estremamente delicato e complesso sia nella fase iniziale di approccio della vittima di violenza alle istituzioni che possono aiutarla, sia nell’individuazione dei percorsi che accompagnano la donna verso l’uscita dalla violenza, nell’affiancamento della stessa, nell’approccio ai diversi servizi e nell’offrire alla vittima una soluzione abitativa idonea. Tutte queste problematiche comportano la necessità di operare in modo omogeneo e strutturato in una logica di servizi in rete alla persona».

Torna su
UdineToday è in caricamento