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Caso Mercatovecchio: l'arengo udinese reclama rispetto per l'identità dei luoghi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Il Consiglio arengario adotta un documento redatto dall'arch. Amerigo Cherici, eletto a settembre procuratore civico Il professionista: "Non c'è rispetto senza comprensione dell'intenzione che ha forgiato un territorio!" Le magistrature popolari elette dall'assemblea civica partecipativa udinese detta storicamente "Arengo" si sono riunite, martedì 20 dicembre 2016, presso la Sala del Gonfalone di Palazzo D'Aronco, ospiti del Comune di Udine, al fine di programmare le azioni conseguenti alla pubblicazione, mediante deposito pressi gli Uffici municipali, delle delibere assembleari in ordine alle più varie tematiche: dalle dichiarazioni sul caso Regeni, sul 40° del terremoto in Friuli e sul 150° dell'annessione della città all'Italia, alle esortazioni in tema di autonomie civiche articolate e partecipate, di educazione scolastica e sociale inclusiva, di rispetto dell'identità dei luoghi e di una Udine "Nuova Aquileia", di potenziamento delle garanzie igieniche nel quartiere della Stazione ferroviaria; dalle istanze di prevenzione contro l'eventualità di "schermi burocratici" tra cittadinanza e amministratori eletti alla segnalazione di disagi in ordine agli autoservizi urbani sino alla richiesta di una verifica della legittima occupazione dei posteggi riservati ai disabili... In tale occasione, il Consiglio arengario eletto dalla cittadinanza il 29 settembre scorso - presieduto dal "cameraro" prof.ssa Renata Capria D'Aronco, presenti i "procuratori" arch. Amerigo Cherici e dott.ssa Maria Luisa Ranzato, nonché i "consiglieri" sig. Alfredo Maria Barbagallo ("quintiere" di Mercatovecchio), geom. Sergio Bertini ("quintiere" di Grazzano), sig.ra Jolanda Deana ("quintiere" di Grazzano), sig.ra Luisa Faraci ("quintiere" di Gemona) e dott. Carlo Alberto Lenoci ("quintiere" di Aquileia) oltre al "cancelliere" prof. Alberto Travain - ha all'unanimità recepito innanzitutto il documento interpretativo della delibera assembleare esortante "Sindaco, Giunta e Consiglio del Comune di Udine" alla "promozione di un rispetto istituzionale dell'identità dei luoghi" (arengumutini290916.16.5.2) con particolare riferimento all'imminente risistemazione del Mercatovecchio, testo redatto magistralmente dall'arch. Amerigo Cherici e dallo stesso illustrato al consesso. "Il rispetto dell'identità dei luoghi, va inteso non come sollecitazione a un arroccamento di ordine vincolistico a tutela di dati filologici veri o presunti, ma come un processo di lettura improntata alla comprensione dell'intenzione, come risultante da individuazione, riordino e valutazione delle matrici culturali che hanno formato un luogo": così l'architetto, "procuratore" arengario oggi, che da decenni promuove un recupero dell'"intenzione" del Mercatovecchio non come via ma come piazza urbana, secondo il disposto del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, fondatore della città a procedere da quel suo nucleo primigenio. Ecco, quindi, che ora, nell'imminenza degli ultimi passaggi formali inerenti alla risistemazione del Mercatovecchio, la Cancelleria arengaria udinese ha rinnovato all'attenzione di Sindaco, Assessori e Consiglieri del Comune - ma anche, per condivisione culturale, a tutti i Consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia, vista la pregnanza di una valutazione sull'assetto urbanistico di un importante centro del territorio quale la Capitale del Friuli Storico - l'esortazione ad hoc dell'Assemblea civica spontanea con documento interpretativo in allegato, oggetto presto di pubblica presentazione alla cittadinanza.

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