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Caso Asp "Moro", Moretuzzo: "I servizi sociali del Medio Friuli sono al sicuro?"

L'interrogazione del capogruppo del Patto per l'Autonomia in Consiglio regionale

I servizi sociali del Medio Friuli sono al sicuro? Lo chiede alla Giunta - e lo fa con un'interrogazione scritta, già depositata -, il capogruppo del Patto per l'Autonomia in Consiglio regionale Massimo Moretuzzo, partendo dal caso dell'Azienda per i servizi alla persona (ASP) "D. Moro" di Codroipo, che dal 2008 svolge le funzioni di ente gestore del Servizio sociale dei Comuni afferenti all'UTI Medio Friuli. 

"Consigli di amministrazione che variano ogni cambio di stagione, presidenti che si dimettono e poi ritornano (a volte), bilanci in perdita endemica e presentati puntualmente in ritardo, in violazione di legge: a questa serie di criticità - afferma Moretuzzo - si aggiunge l'atteggiamento incomprensibile tenuto nei confronti dell'Assemblea dei sindaci dell'UTI, che in base alla norma regionale vigente sono tuttora responsabili dei servizi sociali, cui l'ASP chiede una quota forfettaria per coprire i costi di gestione pari a oltre 360 mila euro, con un aumento ingiustificato dell'80% rispetto all'anno precedente e che di fatto impedisce l'approvazione del PEF, il Piano economico finanziario". 

"La Giunta regionale - continua Moretuzzo - non può continuare a far finta di nulla rispetto a questa situazione. Mi auguro che l'assessore Roberti e il presidente Fedriga diano seguito agli impegni assunti e prendano in esame la situazione dell'ASP una volta per tutte. Non è più una questione di Comuni dentro o fuori dall'UTI: in ballo c'è il futuro dei servizi sociali del Medio Friuli e di migliaia di cittadini, è inaccettabile il gioco allo sfascio al quale stiamo assistendo". 

Nello specifico, Moretuzzo interroga il presidente Fedriga e l'assessore Roberti per sapere "se siano a conoscenza delle problematiche di gestione dell'ASP "Moro", anche a seguito dell'indagine condotta dalla Direzione centrale Autonomie locali e coordinamento delle riforme" dopo la delibera della Giunta regionale del 26 ottobre 2017 e "quali forme di vigilanza, controllo ed eventuale censura la Regione abbia intenzione di porre in essere nell'immediato alle riscontrate criticità amministrative e contabili della stessa ASP".

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