Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

CasaClima resta obbligatoria: a favore solo la maggioranza

Bocciato l'emendamento presentato dall'opposizione che prevedeva l'obbligatorietà della certificazione. Malcontento tra la minoranza. Duro attacco del vicesindaco nei confronti delle categorie

Le ragioni dell'opposizione, benché inizialmente sostenute anche da alcuni consiglieri di maggioranza, non sono state sufficienti e, alla fine, il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento edilizio del Comue di Udine, dove rimarrà in vigore l'obbligatorietà di CasaClima. La discussione è stata, come si poteva prevedere, particolarmente accesa. 

Lo strano caso di CasaClima a Udine

«È vero che anni fa avevamo fatto un’interrogazione per capire il perché era stato messo questo obbligo:  c'erano molte richieste degli ordini, che io chiamo poteri forti, che quando va bene stanno da una parte, quando va male dall’altra», ha esordito il vicesindaco Loris Michelini.
«Mi ricordo la risposta schietta e tassativa che mi fu data all'epoca: “se non mettiamo l’obbligo, non c’è, non esiste niente”. Ci è stata bocciata due volte, in passato, la richiesta di renderle CasaClima facoltativa, dicendoci che una volta vinte le elezioni avremmo potuto toglierla», continua Michelini. «Scopro oggi, dai giornali, che siamo contro le categorie professionali, contro l’ecologia. Eppure nel regolamento edilizio abbiamo inserito alcune norme che vanno a tutela della mobilità lenta, dei parcheggi delle bici, della disabilità, abbiamo fatto una buona variazione al regolamento edilizio, anche se scontavamo un mancato adeguamento delle norme regionali», conclude il vicesindaco.

La replica

Pronta la risposta del consigliere di Prima Udine Enrico Bertossi. «Ci è arrivato il malloppo del regolamento edilizio tre giorni prima di una commissione convocata quando ormai erano scaduti i termini per presentare gli emendamenti. Ci avete messo tre anni e un mese a preparare il regolamento, potevate aspettare altri cinque giorni per farci lavorare meglio, cercando un voto ragionato. Ma forse a voi non interessa molto il confronto», ha tuonato Bertossi.

«I professionisti che sicuramente votano per il centrodestra hanno sempre detto che l’obbligo di CasaClima non stava in cielo né in terra: nel 2009 però non c’erano le leggi e i regolamenti che ci sono adesso e che danno delle regole molto chiare su come costruire, senza imporre materiali e professionisti che invece CasaClima impone», ha continuato il capogruppo di Prima Udine.

«Qualcuno di voi ha visto il sito dell’Ape? È un’organizzazione no-profit, ma è amministrata da persone evidentemente politiche con un bilancio fermo al 2018 alla faccia dell'amministrazione trasparente e con un elenco di professionisti senza imparzialità né terzietà. È questo il problema che contestano gli ordini professionali, non se uno è più ecologista dell’altro. Si contesta che una volta che c’è l’obbligatorietà che non è prevista da nessuna parte, finisci tra le braccia di questi che sono elencati, e non è accettabile. Mi meraviglio che il centrodestra non abbia tolto l’obbligatorietà un mese dopo aver vinto le elezioni. Adesso mi meraviglio molto meno perché ho capito qual è il disegno del sindaco che da ex presidente di Provincia ha messo in pista tutte queste cose, come sui rifiuti e sull’Ape e continua a battere le stesse piste che batteva da presidente provinciale. Queste cose vanno ad incidere sullo sforzo che si sta compiendo ultimamente sul 110%, perché del Comune di Udine non si riesce ad avere la documentazione necessaria: nessun altro comune della regione è in ritardo come Udine e si appesantisce la burocrazia anche con la certificazione CasaClima. Sarebbe un atto di saggezza togliere l’obbligatorietà, perché nel frattempo è cambiato il mondo: ascoltate i professionisti, ascoltate i cittadini. Noi, con grande senso di responsabilità siamo totalmente contrari e appoggiamo l’emendamento», ha concluso Bertossi.

L'emendamento

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L'ordine del giorno

Il consigliere Giovanni Govetto, inizialmente contrario all'approvazione dell'obbligatorietà della certificazione, ha presentato un oridne del giorno che impegna la Giunta comunale a farsi parte diligente con la Regione al fine di promuovere l’attivazione di un protocollo di certificazione energetica, condiviso a livello regionale, che consenta il superamento del monopolio dell’attuale ente certificatore e avere un riferimento alternativo per la certificazione energetica degli edifici in modo da superare i vincoli connessi all’obbligatorietà introdotta con la modifica del Regolamento Edilizio del 2009. Impegna inoltre il Sindaco e l’Assessore competente a ricontattare entro sei mesi dall’approvazione del presente ordine del giorno, le associazioni e i rappresentanti di categoria coinvolti, anche alla luce del presente ordine del giorno, al fine di aggiornarli sull’andamento dei processi conseguentemente attivati.

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