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Carnia: 9 milioni di euro per lo sviluppo, fatto un altro passo avanti

Soddisfatto il vice presidente regionale Sergio Bolzonello:«la Giunta vuole migliorare le condizioni di competitività anche nelle aree montane, individuando le filiere più importanti e indirizzando le risorse su azioni puntuali»

È stata recepita positivamente dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri la prima bozza di Strategia d'area "Alta Carnia", individuata dalla Regione come area di definizione e attuazione di un progetto di sviluppo. Il via libera alla prima bozza di Strategia d'area Alta Carnia rappresenta un primo tassello verso la costruzione del Progetto d'Area, grazie al quale i 21 Comuni dell'Alta Carnia potranno usufruire di un finanziamento straordinario di circa 9 milioni di euro, da destinare al miglioramento dei servizi nonché al sostegno di iniziative di sviluppo economico.

Per «l'importante passo avanti rispetto alle politiche di sviluppo della montagna regionale», ha espresso soddisfazione il vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive Sergio Bolzonello, il quale ha affermato che «la Giunta vuole migliorare le condizioni di competitività anche nelle aree montane, individuando le filiere più importanti e indirizzando le risorse su azioni puntuali».

Le aree della Regione che presentano oggettive condizioni di svantaggio, classificate come "Aree interne" - "Alta Carnia", "Dolomiti Friulane" e "Canal del Ferro-Val Canale" - sono state individuate in prima battuta a livello nazionale, sulla base del lavoro congiunto con la Regione. È' stata quindi definita una "Strategia nazionale per le Aree interne del Paese" da attuarsi attraverso Progetti d'Area finanziati sia dall'Unione Europea sia dallo Stato con apposite risorse stanziate con le leggi di stabilità.

L'obiettivo che si intende perseguire è contrastare la marginalizzazione delle Aree interne. I Progetti d'Area opereranno dunque su due piani: il sostegno dei sistemi economici territoriali, in un'ottica di sviluppo locale per l'incremento delle fonti di reddito, finanziati con i Programmi Comunitari, e l'adeguamento dell'offerta dei servizi essenziali per la popolazione, da finanziare con risorse statali.

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