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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Elezioni Regionali: ancora in discussione il nome di Tondo

Progetto Fvg e Regione Speciale lanciano un appello per la candidatura di Fedriga minacciando l'interruzione dell'alleanza e una lista autonoma. Delusione anche all'interno della base leghista e di Forza Italia. L'arrivo di Salvini a Udine spariglierà le decisioni assunte?

Sergio Bini, presidente Progetto FVG, e Emanuele Zanon, presidente Regione Speciale, si schierano apertamente contro la scelta della coalizione di centrodestra che ha indicato Renzo Tondo come l'uomo ideale per giocarsi la presidenza della Regione Fvg. Una decisione, spiegano i due, calata dall'alto e avvenuta senza sentire le volontà della base. 

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"Le decisioni assunte fuori regione che hanno ignorato il chiaro messaggio del 4 marzo ci hanno lasciato esterrefatti, perché in controtendenza con la volontà popolare espressa", scrivono. "Ritenendo ancora oggi la candidatura del segretario regionale della Lega, Massimiliano Fedriga, la migliore per rispondere alle istanze della regione, abbiamo fatto un passo indietro rispetto alla nostra ambizione di esprimere in prima persona un nome capace di guidare il Friuli Venezia Giulia". "A fronte del forte disagio che sta emergendo da tutte le componenti della società - dai territori, dalla rete, dai social - rivolgiamo un appello alle forze del centrodestra perché si rivedano le decisioni assunte, affinché emerga una soluzione che rappresenti le richieste di cambiamento e di discontinuità. Nel caso non venga raccolto il nostro appello valuteremo immediatamente la possibilità di presentarci con una lista autonoma che rispecchi la richiesta chiara ed inequivocabile emersa il 4 marzo con il voto popolare". 

Toni meno morbidi ma stessi concetti anche da parte dell'avvocato Alessandro Da Re, spalla destra di Bini nella Destra Tagliamento. "Dirigenti e attivisti locali delle forze di centrodestra tirate fuori le palle e opponetevi a questa scandalosa decisione calata da Roma. Lo sapete bene che la base è tutta con voi. Che Fedriga sia".

Ma la nomina dell'ex presidente carnico non ha trovato grandi entusiami nemmeno all'interno della segreteria regionale di Forza Italia e del suo elettorato. A parte la delusione personale subita da Riccardo Riccardi, che da più di un anno aveva iniziato a lavorare sulla sua nomina - spendendo anche somme importanti per il suo ufficio stampa (Unidea), il coordinatore dell'Alto Friuli di Forza Italia, Luigi Cacitti, ieri ha rassegnato le dimissioni dal partito per manifestare il proprio disaccordo con la coordinatrice regionale, Sandra Savino. Sulla figura di Tondo ha voluto ricordare che: “ha cambiato partito 5 volte in una legislatura (Forza Italia, Pdl, Misto, Autonomia responsabile, Passera, Fitto, Lupi, Colautti..,), ha definito Berlusconi bollito, ha mollato Riccardi per ottenere la candidatura a Roma, ha confidato ai suoi che è stanco di lavorare e preferisce Roma al Friuli, ha fondato un partito per prosciugare Forza Italia in regione e per assicurarsi un posto al sole in parlamento sotto il simbolo dello scudo crociato. Potrà fare la campagna da deputato e, dovesse perdere, resterebbe a Roma, poltrona assicurata. Avesse almeno la dignità di dimettersi da deputato”.

A tutto ciò si aggiunge anche il disappunto della base leghista che domani sera ospiterà a Udine il leader Matteo Salvini. Fra una settimana esatta, il  25 marzo alle ore 12, ci sarà il termine ultimo per la consegna delle liste e delle firme. Sembra oramai tardi perchè si cambi idea, ma l'arrivo di Salvini in Friuli sarà determinante per capire se ci saranno ancora colpi di scena. 

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