Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Indennità per gli orfani di vittime di femminicidio: la Regione Fvg non approva la proposta di legge

La proposta di legge presentata convintamente all'Aula dai civici Simona Liguori e Tiziano Centis ha ricevuto 21 voti favorevoli ma il no della maggioranza in consiglio regionale

Un tema importante, ma su cui va fatta una riflessione complessiva, che includa anche il ruolo che la Regione può avere. Si tratta del sostegno alle vittime di femminicidio, attraverso una proposta di legge che ha trovato oggi una bocciatura in seno al consiglio regionale del Fvg. "Il testo sia trattato dalla Commissione consiliare competente per i necessari approfondimenti, altrimenti l'alternativa è la sua bocciatura", è stata la tesi a sostegno del "no" della maggioranza.

Questa, in sintesi, la sorte stabilita dai Gruppi di Centrodestra per la proposta di legge 82 sul sostegno ai figli delle vittime di femminicidio, presentata comunque e convintamente all'Aula dai civici Simona Liguori e Tiziano Centis. In sunto, i cinque articoli della pdl, "vecchia di oltre un anno e mai trattata in alcuna Commissione consiliare", avevano commentato i suoi proponenti, affermavano che la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene i figli delle vittime di femminicidio, perciò partecipa a iniziative di solidarietà nei confronti dei familiari di queste vittime, ma soprattutto istituisce il Fondo regionale di solidarietà per gli orfani di femminicidio, finalizzato a erogare contributi una tantum a favore di chi è privato della madre a seguito di omicidio commesso da un uomo. Requisiti, termini e modalità sono lasciati ad apposito regolamento. L'importo da garantire richiesto, 50mila euro.

Il progetto

Il progetto parte da diverse considerazioni, tra cui il fatto che "in Italia, si registra un femminicidio ogni tre giorni; nel 48% dei casi la donna lascia almeno un figlio piccolo, che registrerà disturbi psicologici permanenti". Inoltre la direttiva 2012/29/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio demandano allo Stato, ma anche alle Regioni e alle Autonomie locali, il compito di promuovere e organizzare forme di assistenza delle vittime. Già altre Regioni sono intervenute con azioni di sostegno, ecco che per Liguori e Centis "è assolutamente necessario procedere anche noi alla costituzione di un fondo per residenti in Friuli Venezia Giulia finalizzato al ristoro di un danno psicologico e morale che nessuno potrà ripagare, ma che la Regione può parzialmente alleviare dando un concreto aiuto economico".

"A livello nazionale - aveva spiegato ancora la consigliera -, il legislatore ha adottato la legge 4/2018 che riconosce tutele processuali ed economiche ai figli economicamente non autosufficienti vittime di un omicidio commesso dal coniuge, anche legalmente separato o divorziato, dall'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o dalla persona che è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza con la vittima". "Con quella norma - aveva aggiunto - si è voluto incrementare il Fondo di rotazione per le vittime dei crimini intenzionali violenti, destinandolo anche agli orfani per crimini domestici. Purtroppo non solo deve essere ancora pienamente attuata, ma il fatto di estendere il fondo preesistente agli orfani di femminicidio potrebbe comportare che i soldi a disposizione di queste vittime siano risicati".

Dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, il giudizio di "una proposta stimolo prezioso per intervenire su problemi complessi, ma i soldi, che pure sono importanti e necessari, non bastano per liquidare la questione". Inoltre, i sostenitori della pdl hanno sottolineato il bisogno di un intervento celere da parte della Regione, "ma poi si prevede un regolamento, che per natura ha tempi lunghi; la verità è che non si tratta di un provvedimento che oggi si approva e domani è efficace".

Al termine, la proposta ha registrato 21 voti favorevoli delle Opposizioni ma anche di Emanuele Zanon (Regione Futura) e Walter Zalukar (Misto), che però non sono bastati a superare i 24 contrari del resto dell'Aula.

Le reazioni

«Con il suo cinico e ingiustificabile “no” all’istituzione di un fondo a disposizione degli orfani di femminicidio, il centrodestra regionale ha deciso che questi sfortunati giovani dovranno aspettare ancora molto tempo prima di avere un aiuto da parte della Regione. È questa la cruda realtà di un voto davvero incomprensibile con il quale è stata bocciata una proposta sostenuta e votata da tutte le opposizioni in un Consiglio regionale diviso a metà su un tema che invece avrebbe dovuto raccogliere senza strumentalizzazioni il consenso di tutti. Neanche di fronte alla sofferenza, al dolore e al bisogno concreto di bambini e famiglie in grande difficoltà, il centrodestra è riuscito ad anteporre il buonsenso alla contorta logica politica di non aver fatto per primo la proposta. Per il solo fatto che la legge provenisse dai banchi delle opposizioni è stata bocciata. Tutto il resto sono scuse e chiacchiere». Sono delusi e amareggiati i consiglieri regionali Simona Liguori e Tiziano Centis (Cittadini) dopo la bocciatura da parte dell’Aula della proposta di legge “Sostegno ai figli delle vittime di femminicidio”, presentata il 4 febbraio 2020. 

«Il tema è importante e particolarmente delicato – hanno spiegato Liguori  e Centis -. Avevamo scelto di portare il testo al voto perché, ad un anno di distanza dalla presentazione della nostra proposta di legge senza alcun passaggio in Commissione, ritenevamo che la questione fosse davvero urgente. Sapevamo bene che nessuna somma di denaro può cancellare il dolore di quella drammatica perdita, ma credevamo necessario che la Regione, come accade nel Lazio e in Lombardia, si adoperasse per aiutare gli orfani. Ci sono infatti figli di vittime di femminicidio in Friuli Venezia Giulia che avrebbero ricevuto con questo Fondo il “primo miglio di aiuto”, in considerazione anche del fatto che a livello nazionale le procedure per l’accesso ai sostegni non sono così snelle. Sia la Commissione Pari Opportunità della Regione che il Garante regionale dei diritti alla persona - hanno concluso i civici - avevano espresso parere favorevole alla proposta di Legge oggi bocciata dal centrodestra».

«Di nuovo la maggioranza dimostra insensibilità nei confronti dei cittadini se la proposta viene dall'opposizione. Oggi non ha votato la proposta di legge della Consigliera Simona Liguori sulla giusta indennità per gli orfani di vittime di femminicidio. Riteniamo che  questa faziosità sia deleteria non solo per il dialogo democratico ma anche per la funzione di un Consiglio regionale che deve essere sempre al servizio della comunità», ha dichiarato il consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra FVG.

«Abbiamo votato a favore della proposta di legge 82 dei Cittadini per il sostegno ai figli delle vittime di femminicidio per dare subito un segnale di vicinanza», dichiara in una nota Ilaria Dal Zovo (M5S). «Un tema estremamente importante, su cui la Regione è chiamata a intervenire, viste le difficoltà ad accedere ai fondi nazionali - aggiunge la consigliera di Opposizione -. Tuttavia, qualsiasi forma di indennizzo verso figlie e figli che perdono una madre non colmerà mai la mancanza e il disagio psicologico dovuto alla situazione familiare sfociata nell'atto di violenza. Ma è fondamentale agire a monte, creando sportelli per la segnalazione delle situazioni di potenziale pericolo all'interno delle famiglie, anche nelle scuole, in modo da ascoltare e supportare figlie e figli. Intercettare e prevenire il disagio sociale prima di arrivare a tragici epiloghi è determinante».

Dalla maggioranza

«La complessa tematica del sostegno ai figli delle vittime di femminicidio necessita di un approfondimento dettagliato, che prenda in considerazione le molteplici sfaccettature di carattere sociale e umano che intervengono in tali tragici eventi». Lo ha affermato in una nota il consigliere regionale della Lega Ivo Moras, intervenuto in Aula durante la discussione sulla proposta di legge 82 volta a dare sostegno agli orfani per femminicidio. «Il voto contrario alla proposta della collega Simona Liguori dei Cittadini - aggiunge l'esponente del Carroccio, che è anche presidente della III Commissione consiliare, competente in materia - è dettato dalla volontà di elaborare un progetto più completo e organico, che affronti la tematica nella sua complessità e non nella sua particolarità».

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