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Bagarre dopo il via alla carta d'identità elettronica bilingue italiano-sloveno

Novelli: "Errore gravissimo ora in via risoluzione". Serracchiani: "Rispettare legge senza speculazioni". Cecotti: "Ben vengano!"

Via libera alla carta di identità elettronica bilingue italiano-sloveno a Cividale del Friuli, come negli altri Comuni della fascia confinaria soggetti a tutela della minoranza linguistica slovena. Ma decine di carte di identità elettroniche (Cie), in italiano e sloveno, sono state inviate per "errore" ad alcuni cittadini senza che ne avessero fatto esplicita richiesta. Il caso era stato sollevato dal Comune di Cividale del Friuli, dopo che su una trentina di documenti elettronici, il luogo di nascita e di residenza erano stati stampati automaticamente in italiano e sloveno. Un "errore gravissimo", lo ha definito il deputato di Fi, Roberto Novelli, "una forzatura" nei confronti di comuni prevalentemente di cultura friulana e non slovena. Sul suo profilo Fb Novelli spiega poi che in "una comunicazione pervenuta dal Servizio di assistenza tecnica della Cie", "si anticipa che 'a breve dovrebbe essere' ripristinata la modalità di emissione delle Cie", ovvero "con le diciture dei Comuni di emissione, residenza e nascita esclusivamente in lingua italiana". "Adesso - commenta Novelli- siamo tornati al buon senso".

Serracchiani: "Rispettare legge senza speculazioni"

"La legge va rispettata e gli errori commessi vanno riparati, ma vanno anche rigettate le strumentalizzazioni di chi alimenta l'odio etnico, di chi specula per rinfocolare divisioni che appartengono a altre epoche". Lo ha affermato la deputata del PD Debora Serracchiani, replicando al deputato di Forza Italia Roberto Novelli. Per Serracchiani "solo Novelli puo credere che sia in corso una slovenizzazione di Cividale o di qualunque altro territorio italiano: continuare a confondere le tutele delle minoranze etnico-linguistiche con la compressione dei diritti della maggioranza italofona è un atteggiamento che credo non venga compreso nemmeno da larga parte del centrodestra. Informo l'onorevole Novelli che la Jugoslavia di Tito non esiste più. Da un parlamentare che rappresenta tutto il popolo inclusi i cittadini italiani di lingua slovena - ha aggiunto Serracchiani - si richiede equilibrio e non la resurrezione del nazionalismo di frontiera. Sono stata animata dalla ricerca di questo equilibrio quando sono intervenuta allorché il Governo austriaco ha lanciato la proposta, poi fortunatamente rientrata, di aprire i suoi consolati ai cittadini italiani del Sudtirolo di lingua tedesca e ladina. Bisogna fare attenzione a lisciare il pelo allo sciovinismo perché - ha concluso - ci sono forze che una volta scatenate non si controllano più".

Cecotti (Patto per l'Autonomia): "Ben vengano!"

«Il Patto per l’Autonomia è favorevole, perché questo passaggio sta a significare come le comunità del territorio siano plurilingui – afferma il candidato del Patto per l’Autonomia alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia, Sergio Cecotti –, e, alla luce di questa realtà, speriamo in futuro di avere carte di identità plurilingui. Le minoranze linguistiche sono il primo motivo per cui la nostra Regione è speciale e gode di un sistema di finanziamento più vantaggioso – ricorda Cecotti –. La natura propria del Friuli-Venezia Giulia è quella di essere quadrilingue. Questo dato costitutivo dovrebbe essere esibito in tutte le occasioni e in tutti i luoghi dove la Regione presenta sé stessa e dichiara cosa è e cosa vuole essere. Anche la carta intestata dovrebbe recare il nome della Regione in 4 lingue, in modo che tutti gli interlocutori comprendano la natura dell’Istituzione con cui si confrontano».

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