Consiglio regionale Fvg: approvato il bilancio di previsione 2018

Dal 1° luglio 2018 l'ammontare dei vitalizi tornerà al valore precedente la riduzione

L'Aula ha approvato a maggioranza (astensione del M5S e della leghista Zilli) il bilancio di previsione finanziario del Consiglio regionale, triennio 2018-2020. Dalla relazione del vicepresidente Paride Cargnelutti (AP), si è
appreso che il totale delle entrate e delle spese è stato fissato in 23.483.329,12 euro.

Per l'anno finanziario 2018, il Consiglio ha chiesto alla Regione trasferimenti per 19 milioni, di cui 350mila corrispondenti alla quota annuale da destinarsi al fondo di accantonamento per indennità di fine mandato, costituita dall'indennità di fine mandato maturata dai consiglieri regionali in carica nel corso del 2018 (l'importo per la restituzione dei contributi pro vitalizio - ha specificato Cargnelutti - è stato interamente introitato nello scorso esercizio e non necessita di adeguamenti). Sempre 19 mln sono stati chiesti per l'anno finanziario 2019 e 18,83 mln per il 2020 (ancora 350mila euro entrambi gli anni da destinare al fondo di accantonamento per
indennità di fine mandato). 

Compongono invece la spesa quattro missioni, per un totale di 23.483.329,12 euro. La missione principale di spesa riguarda i sevizi di gestione, per 18.127.029,12 euro, dove la voce organi istituzionali vede quasi 16 mln (pagamento delle competenze spettanti ai consiglieri in carica pari a 6.533.400, agli ex consiglieri 7.920.000; collegio di garanzia elettorale e osservatorio antimafia 514.624,12 euro; contributi ai gruppi politici consiliari 346.950 euro; rappresentanza 226mila euro; informazione istituzionale 144mila euro; attività conoscitiva delle Commissioni 31.198 euro; consulenze e studi 35mila euro), la Segreteria generale 170mila euro, il provveditorato 1,34 mln, i Sistemi informativi quasi 653mila euro, le risorse umane 26.500 euro.

A seguire, Cargnelutti ha elencato le due quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2017. Si tratta di 184.129,12 euro posti dalla Regione nel bilancio del Consiglio affinché li attribuisca a sua volta al Comitato regionale delle comunicazioni (Corecom) in quanto assegnati dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per le funzioni delegate, e di 4.763.987,71 euro quali somme previste per indennità di fine mandato e restituzione contributi versati pro vitalizio e non utilizzate nel corso degli esercizi finanziari precedenti.

Vitalizi: Iacop, proroga riduzione sarebbe incostituzionale

"La legge mediante la quale abbiamo operato la riduzione dei vitalizi in godimento, fissando in 3 anni la temporalità entro cui si effettuava la riduzione del trattamento, termina i suoi effetti con il 30 giugno 2018. Quindi
tecnicamente sul bilancio regionale siamo obbligati a riportare dal 1° luglio l'ammontare dei vitalizi al loro valore precedente alla riduzione". 
Così il Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Franco Iacop spiega il funzionamento della legge che introduce per gli ex consiglieri regionali il versamento di un contributo di solidarietà pari massimo al 15% sull'ammontare dei vitalizi. 

"La riduzione è stata una misura ulteriore - continua Iacop - rispetto alla norma generale che abbiamo approvato a inizio legislatura, che ha determinato invece l'abrogazione dei vitalizi per gli attuali consiglieri. Quindi le misure attuate sui vitalizi sono due: l'abrogazione dei vitalizi per gli attuali consiglieri in carica e la riduzione, come concordato sul livello nazionale, per quelli già in godimento. Su questa seconda misura, tra l'altro, abbiamo aperto un contenzioso rilevante con una parte di coloro che hanno subito la riduzione (52 ricorsi) avverso proprio alla riduzione. Contro questi ricorsi noi stiamo resistendo in tribunale, ma senza aver ancora ottenuto nessuna sentenza rispetto alla procedura".

Iacop ha ricordato che "la natura stessa del provvedimento ha avuto più pronunciamenti da parte della Suprema Corte o anche della Cassazione. E in tutti è stato rimarcato che il principio cui deve ispirarsi una riduzione sul godimento, cioè su diritti reali che sono esercitati, deve rientrare nella categoria del prelievo sostenibile e proporzionale e la misura dev'essere contingente, straordinaria e individuale. Quindi è necessario che allo scadere di questa norma il Consiglio regionale, se ritiene, approvi una nuova norma in cui siano specificati questi contenuti. Non è giuridicamente sostenibile una ipotesi di proroga della legge in essere che andrebbe incontro ad un sicuro giudizio di incostituzionalità e - conclude il presidente del Consiglio - darebbe ancor di più l'opportunità ai ricorrenti di vederne annullare l'efficacia".

Moretti, in cinque anni adottato provvedimenti in settori chiave

 "Quest'ultima legge di stabilità ci porta a un ragionamento e un bilancio su quanto, quasi 5 anni fa, avevamo detto di fare e quanto a oggi siamo riusciti a portare a compimento. Parliamo di interventi attesi da anni in settori chiave come quello degli enti locali, della sanità e del welfare, passando per le infrastrutture come la terza corsia, oppure per i tagli dei costi della politica, oppure ancora per le misure di sostegno al reddito che ci ha visti, per
primi in Italia, approvare tale misura".
 Lo ha detto il capogruppo del Pd, Diego Moretti nell'ambito del dibattito sui provvedimenti finanziari 2018.

"Per quanto riguarda il sistema degli enti locali, siamo intervenuti in un momento in cui le amministrazioni, almeno da 6-7 anni già vivevano difficoltà legate a una serie di problematiche come quelle relative ai cambiamenti normativi legati al patto di stabilità e al personale, e per l'abolizione della legge Iacop (che favoriva la messa in comune dei servizi), il primo atto votato dalla maggioranza di centrodestra. Tondo, sotto il ricatto della Lega, abolì un provvedimento che è stato in questi anni uno dei pilastri della protesta di alcuni sindaci che chiedevano proprio il ripristino di quella legge". 

"Come per gli Enti locali - ha continuato Moretti nel suo intervento - anche in sanità abbiamo recuperato anni di mancate riforme di un sistema che necessitava di essere messo al passo con i tempi e che non si può pensare di portare a completa applicazione dall'oggi al domani".  Il capogruppo dem ha affrontato inoltre il tema dei costi della politica: "Uno dei primi atti di questa legislatura fu proprio l'abolizione dei vitalizi e la rideterminazione delle indennità". 

E ancora: "Abbiamo affrontato il tema della povertà, per prima in Italia, con una misura universale rivolta ai nostri cittadini che prevede una dotazione di ben 40 milioni all'anno. Lo abbiamo fatto in un momento in cui i servizi sociali dei nostri Comuni vivevano e segnalavano diverse necessità e bisogni, dando quindi una risposta anche agli enti più vicini alla gente". Moretti ha ricordato inoltre gli interventi in campo infrastrutturale, dalla terza corsia all'avvio del rilancio dell'Aeroporto di Ronchi dei Legionari (che ora può mettersi sul mercato), alla riforma della portualità nazionale, "sulla quale abbiamo esercitato una forte e qualificata pressione politica nei confronti del Governo nazionale perché si andasse verso un'unica regia regionale attesa da anni. Ora siamo alle fasi conclusive, con l'emissione del decreto, con l'inserimento del porto di Monfalcone all'interno dell'autorità di sistema portuale dell'alto Adriatico".

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