Venerdì, 18 Giugno 2021
Meteo

Cinque metri di neve sulle Alpi a maggio: non accadeva da 70 anni

La Società Meteorologica Alpino-Adriatica ha analizzato i recenti fenomeni atmosferici sulle Alpi Giulie

La webcam del rifugio della Kredarica-Triglav (Slo)

Sono cinque i metri di neve al suolo ad alta quota sulle Alpi Giulie, mai così tanta a fine maggio in 70 anni. Dalla Società Meteorologica Alpino-Adriatica arriva un contributo sull’attuale situazione meteorologica anche in Friuli Venezia Giulia. 

All’Osservatorio meteorologico della Kredarica (2514 m; Alpi Giulie slovene), sotto le pareti del monte Triglav (2864 m) lo spessore neve al nivometro ha raggiunto i 510 cm il 24 maggio, la più alta misura mai osservata alla stessa data da almeno 67 anni, da quando cioè nel 1954 iniziarono le misure sistematiche. 30 km più ad ovest e 700 m più in basso, nei pressi del rifugio Gilberti, resistono ancora 3 metri e mezzo di neve al suolo, circa 2 metri in più del valore normale”, dichiara Renato Colucci

La sera del 23 maggio 2021, alla fine di 24 ore di forti nevicate che hanno deposto complessivamente 63 cm di neve fresca, il nivometro dell’Osservatorio meteorologico della Kredarica, il più alto della Slovenia e di tutte le Alpi Giulie con i suoi 2514 m di quota, ha raggiunto i 510 cm di spessore nevoso. Tale misura, uguale a quella toccata il 24 gennaio scorso, è di fatto la più alta mai osservata nel corso dell'ultima settimana di maggio da quando l’osservatorio è in funzione, ossia dal gennaio 1954”. 
“Il dato del 24 maggio 2021 è simile a quello della stagione invernale 1978-1979. Nel maggio di 42 anni fa furono misurati 508 cm di neve il giorno 23 e 490 cm il 24 (n.d.r., 470 cm e 505 cm rispettivamente la mattina del 23 e 24 maggio 2021). I dati sono forniti dall'Agenzia Ambientale della Repubblica di Slovenia attraverso il portale arso.s
i”.

Quello che dalla Società Meteorologica fanno notare, però, è che la condizione per l’ottenimento di queste  misure di spessore nevoso, eccezionale per la fine di maggio, derivano da situazioni diametralmente opposte.

“Nel 1979, alla stessa data, la neve era già in rapida fusione da oltre due settimane avendo perso, come tipicamente accade, circa 120 cm di spessore dal massimo di 630 cm toccato il 5 maggio. Quest’anno invece l'attuale anomalia nevosa positiva è la conseguenza di 332 cm di neve caduta nelle sole ultime tre settimane”.

L’inverno e la primavera 2021

Negli ultimi 67 anni non si sono mai registrati livelli di neve come quelli del recente mese di gennaio: non è un caso che ci siano state diverse nevicate anche a valle. Marzo e aprile sono stati, invece, quasi senza precipitazioni: ciò ha permesso di far resistere la neve in quota. La copiosa ripresa delle precipitazioni a maggio, associata alle basse temperature soprattutto in quota, ha però stravolto il normale andamento del mese trasformandolo in un mese di accumulo.

Qualunque sia il proseguo della stagione estiva entrante che esordirà il giorno 1 giugno, è verosimile ritenere che la neve al suolo rimarrà ben presente fino al mese di luglio inoltrato, in particolare sulle esposizioni settentrionali. La resistenza di un maggior numero di nevai, generalmente non permanenti, fino all’inizio del prossimo autunno è da ritenersi molto probabile”. 
Ciò nonostante, diversi indicatori fanno ritenere che questi estremi nevosi, recentemente aumentati in numero ed intensità, siano da collegarsi alla modifica dei pattern atmosferici e di alcuni indici climatici indotta da effetti di retroazione attivi alla latitudini artiche. Tale effetto, che prende il nome di Amplificazione Artica, vede le zone polari settentrionali del pianeta subire gli effetti maggiori del riscaldamento globale in atto”, conclude la Società Meteorologica. 
 

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