La ciclovia Alpe Adria per arrivare in bici fino in Veneto

La proposta arriva dal capogruppo della Lega Mauro Bordin in particolare nella tratta Palmanova-San Giorgio di Nogaro

Recuperare le tratte ferroviarie dismesse o fuori esercizio, ampliando il percorso della Ciclovia Alpe Adria in direzione del Veneto, in particolare nella tratta Palmanova-San Giorgio di Nogaro consentendo così anche il collegamento con il codroipese. E' l'obiettivo dell'ordine del giorno "Ampliamento della ciclovia/radweg Alpe Adria in direzione Veneto tramite l'utilizzo delle pertinenze delle tratte ferroviarie dismesse o fuori esercizio", primo firmatario il capogruppo della Lega Mauro Bordin.

La proposta

"La ciclovia Alpe Adria - spiega l'esponente di maggioranza - parte da Salisburgo e termina a Grado, ma è scollegata dai percorsi che si protendono verso il Veneto e che invece porterebbero ricadute positive sul territorio rafforzando quello spirito di cooperazione transregionale del Gect, Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale, istituito tra Veneto, Carinzia e Friuli Venezia Giulia".

Il progetto

"La Regione deve essere parte attiva per l'ampliamento, anche tramite l'utilizzo delle pertinenze delle tratte ferroviarie dismesse. Esiste uno studio di fattibilità sul percorso ciclabile della rete Aster, condiviso col tavolo di lavoro sul turismo delle Uti Riviera Bassa Friulana e Agro Aquileiese, che prevede il recupero di un'area di più di cinque chilometri di tratte ferroviarie dismesse, consentendo così di collegare il percorso Alpe Adria anche con il sito turistico di Villa Manin. 

L'idea

"Una parte consistente del percorso ciclabile in adiacenza allo snodo autostradale di Palmanova - continua il capogruppo della Lega - è già quasi agibile grazie ai lavori sulla Terza corsia relativamente agli accessi dello stesso percorso. "L'Amministrazione regionale può acquisire o chiedere in disponibilità i sedimi e le eventuali pertinenze delle tratte ferroviarie dismesse o fuori esercizio presenti sul territorio regionale e funzionali allo sviluppo della mobilità ciclistica; può inoltre - conclude Bordin - sottoscrivere specifici accordi con i proprietari del sedime ferroviario e con gli Enti locali interessati a valorizzare in chiave ciclistica".

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