Coldiretti Fvg: «Necessario arrivare al Consorzio della Doc Friuli»

Imminente l'arrivo della vendemmia. Nelle ultime settimane le piogge hanno “rimesso in moto” la natura, tanto da consentire le prime operazioni già a fine agosto  

La vendemmia, ormai alle porte, è l’occasione per una nuova sollecitazione della Coldiretti Fvg alla filiera vitivinicola. «Al risultato, atteso da oltre trent’anni, della Doc Friuli – osserva il presidente regionale Michele Pavan –, fortemente voluta dalla nostra Federazione, va ora aggiunto un Consorzio per un più efficace governo della denominazione e per alimentare la promozione dei vini con quel marchio».

Altri Consorzi, come quelli del Prosecco e del Pinot grigio, osserva Pavan, «stanno attuando politiche di controllo dell’offerta anche per garantire una stabilità dei prezzi delle uve e dei vini. Partendo da questo esempio, ma anche con la prospettiva di un percorso verso l’alta qualità, il Consorzio della Doc Friuli va considerato un obiettivo da raggiungere prima possibile».
 Quanto alla vendemmia 2019, fa sapere la Coldiretti Fvg con il responsabile del settore vitivinicolo Marco Malison, «le temperature sotto media della prima fase della stagione hanno rallentato il ciclo vegetativo della pianta e quelle molto alte, in assenza di precipitazioni, di giugno e luglio, specie nelle zone di collina non servite dall’irrigazione, hanno ulteriormente rallentato i processi fotosintetici e innescato attività metaboliche a carico di acidi organici. Nelle ultime settimane, tuttavia, le piogge hanno “rimesso in moto” la natura, tanto da consentire le prime operazioni già a fine agosto».

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Si partirà con la raccolta del Pinot nero base spumante, la verità più precoce, quindi il Pinot nero di maggior pregio, quello fermo. Entreranno poi in cantina i grappoli Pinot grigio, Sauvignon, Friulano, Ribolla (sempre che non inizi a piovere; in quel caso si anticiperà la raccolta di qualche giorno), Malvasia, Verduzzo e Picolit. Per i rossi si attenderà la seconda metà settembre e via con il Merlot e poi Pignolo, Refosco, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Un percorso lungo altre tre settimane per chiudere le operazioni attorno alla prima decade di ottobre, in tempo per evitare i primi, negativi abbassamenti di temperatura.
La quantità? A metà strada tra l’annata storicamente più scarsa, quella del 2017, e l’abbondante 2018. «Le escursioni termiche di questi giorni – conclude Pavan –,con temperature alte durante il giorno e fresche la notte e la mattina, sono indicatore per una stagione favorevole per i bianchi per profumi, aromaticità e freschezza». 

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