Aumenta la tassa rifiuti e via al "porta a porta" con gli ispettori urbani

Il 2019 è un anno di novità per il settore in città. Nell'ultimo trimestre dell'anno 10mila utenze dovranno modificare le loro abitudini

«L’aumento generale delle spese per la gestione dei rifiuti e il valore ridotto di carta e plastica — che fruttano meno una volta venduti —  producono maggiori costi e minori ricavi per la Net». Di conseguenza l’amministrazione comunale dal prossimo anno alzerà la tari, la tassa sulle immondizie, come annuncia l’assessore al bilancio Francesca Laudicina. «Abbiamo contenuto il tutto in termini medi del 4 per cento» precisa Laudicina, con un  «incremento forse più alto per le utenze non domestiche e meno per quelle domestiche».

L’evoluzione 

«La speranza è che a livello regionale si faccia qualcosa per migliorare la situazione — spiega Laudicina — . Mancano impianti di smaltimento e quelli esistenti sono al limite, e la cosa incide sulle tariffe. Complessivamente la Net deve recuperare 12 milioni di euro. Rispetto al 2018 c’è stato un incremento dei costi di 420mila euro». 

Udine: tariffe basse ma elevata produzione di rifiuti

La differenziata

Uno strumento a disposizione del Comune per limitare il prezzo della tariffa è quello, secondo la Giunta, della differenziata porta a porta. Così, come annunciato da tempo, nell’ultimo trimestre del 2019 partirà la sperimentazione. «Il centro città — spiega Laudicina — come sapete è già votato al “porta a porta” da anni. Da ottobre del prossimo anno inizieremo con 10mila utenze e poi sarà il turno degli altri».

Ispettori urbani

Per controllare che gli udinesi si comportino secondo la normativa, che vengano rispettati ambiente e decoro e che non ci siano più “intrusioni esterne” agiranno dei vigili con il ruolo di “ispettori urbani”

Imu e Irpef

Novità anche sul fronte degli altri tributi. È stata ridotta l’aliquota per gli immobili della categoria “D” non locati dal 9,8 per mille all’ 8,6 per mille. Passa invece dall’8,6 per mille al 7,6 per mille l’aliquota sulle pertinenze degli immobili ad uso abitativo concessi a parenti di primo grado. L’addizionale Irpef rimane invece allo 0,2 per cento. 

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